Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; TROYA CARLO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI ; S
anno <1928>   pagina <596>
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Le rimando il quaderno da etti copiai il Glossario. Da Torino ini scrivono felle la II. Deputazione di Storia Patria accolse con viva riconoscenza l'offerta del Codice 0avénse, ed in contrasegno di tal suo sentimento La nominò a Socio. Non più ebbi mezzo di vedew il Giceoni. Quanto all'affare della sig. Duchessa, non j?ho potuto eseguire; prego lei di significarlo alla gentilissima Signora, -e di volermi anche scasare se in queste -alngustie di tempo io noti posso passare da essa per offrirle-1. tìiiei J6Sseqnii.
Interpretando, le sue intenzioni, saluterò a Torino i suoi amici ed ammiratori. "Ella mi ami e mi creda
Suo dev.mo ed affez.
He] carteggio non rimane che quest'altra, seconda ed ultima.
2.
Torino 9 feibraió 2. ìar.mo Signore,
Il signor ab. Dalmazzo, assistente alla biblioteca di questa uni­versità e dottore del Collegio di lettere si reca a Napoli per ammi­rarvi le antiche e moderne cose. A Lei però, che è un bellissimo frammento antico conservato per onore de' nostri tempi, io indi­rizzo il sig. Abate, il quale desidera molto di conoscerla perso­nalmente.
Il Vesme mi fa arrabbiare. Minutissimo nel correi' dietro a tutte le varianti anche menome, nel calcolare se debba leggersi hoo ast oppure Ut est, consumò molto tempo nel suo Codice TeodosiaiiOi, di cui un solo fascicolo è stampato, che finisce col libro TV* e non si smercia ancora. Quanto alle leggi longobardiche, aspettava varianti da San Gallo. A tali lungaggini, derivanti da un eecesso di tede­scheria, si ÉiJ.'iiip la morte di un suo cognato sardo; egli dovette recarsi in Sardegna per assestare gli interessi" di sua sorella. Quivi volle far un'impresa di finanza per sé, e comprò per piccola moneta duemila, giornate ; un agente generale dissodava quel terreno cadde ammalato; il Vesme v'accorse da Torino, ed or son quattro mesi che ifra: in Sardegna. In Torino prese ad assestare (noi diciamo a guastare) un bel palazzo recentemente comprato da suo padre. In­somma Vesme è divagato negli affari terreni, nel soggettivo di pe-