Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1915
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pagina
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345
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2fel centenaria del proclama di Rimini 345
prometterlo.1 Così è che Napoleone, mentre suggeriva ad Eugenio di simular trattati di partizione dell'Italia con Gioacchino, diceva d'aver rimesso in liberta il Papa volendo imbarazzarlo I *.*
Tutti i tentativi di Gioacchino fallirono, e mentre lo pregiudicarono presso gli alleati, non valsero a scongiurare il conflitto fratricida con le truppe italiane, che sciaguratamente gli alienò l'animo di quei militari lasciando contro di lui uno strascico di diffidenza e di rancori. Napoleone fu debellato, la guerra d'Italia in conseguenza fu sospesa e mauel Regno italico, di cui Gioacchino avea pur ambito la successióne, solo una voce fu udita invocare il di lui nome nelle convulsioni che nell'aprile accompagnarono il suo misero sfacelo.8 JÈJ ben vero che il suo aiutante di campo gen. La Vauguyon, essendo poi in cammino da Napoli per una missione a Parigi, s'era a Genova incontrato col suo amico lord. Bentincfc, dopo di che (come ebbe a riferire in data 20 maggio il Mier al Mettermeli) quegli, in luogo di proseguir per Parigi era andato da. Genova a Milano, e di là' tornato a Napoli per mettere il Re in guardia dalle insidie austriache e per dirgli che Pino e i patrioti gli offrivano la corona d'Italia, che l'armata italiana avrebbe mar-
1 ZUCCIII C, Memorie pubblicate per auro di Nìoomcde Bianchi, Milano, Guigoni,. 1861, p. 72 e. segg. j Witti., Le princc JSugòne et Murai, Tonio IV, p. 435, 444 eco. j ÌD>, 2JQootiklion* entre Murat et le princc Eugéne (fovrier-mars 1814) d'apre dea documento inèdita (Reiwe (T'It-Moive moderne et cmtempami'iM, Paria, Cornély, 1905-906, Tomo VII, p, 609 e segg;):
* Lettera di Napoleone ad Eugenio in data 12 marzo 1814, da Loìesoaa, in Z DUCHI, Memòrie ece.r p. 79.
a LK.V.MI F,, ji restaurazione, auttriaaa a Milano ilei 1814.. Bologna, Zanichelli 1902, p. 208. X! Lemmi dice ohe una parte degli. Italici a Milano pensava a Gioacchino Mnrat, e fra questi, oltre ai gen. Pino e Teodoro Lochi, il Direttore generalo di Polizia in Milano conte Giacomo Luini, ohe il Melai, scrivendo al Viceré il 22 gennaio 1814, diceva esser del partito della Massoneria ohe oggi e la più disposta a secondare i Napoletani. 11 Luini, a quanto pare, non ai dava pensièro; ,di perseguitare gii emissari Napoletani, che oorrevano il Regno e facevano propaganda por Gioacchino. Pp. 104-107.11 gou. Pino e il Direttore Luini ebbero il 17 aprile un lungo colloquio, e si sa ohe appunto 1117 Gioacchino aveva in animo di laro una diversione su Milano, il che però gli fu proibito da formalo protesta dl Bollegarao Il 21 aprile la Reggenza inviò oltre Che al quartiere di Bellegarde a quello del He di Napoli per invitarli accorrer senza Indugio a Milano. Però, avendo dovuto!' inoarioato conte Porro impiegare del tempo nel viaggio, noli' intervallo il Re di Napoli si era allontla-nato, pp. 209-210.