Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1915
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pagina
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346
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i* Domenico Spadoni
ciato con lui, che il successo sarebbe tanto più certo, che, secondo il Bentinck aveagli affermato, egli sarebbe stato sostenuto dall' Inghilterra ,1 Tutto però induce a ritenere che, pur essendo sincere le profferte del gen. Pino e dei patrioti milanesi, non egualmente sincere, ma anzi infide, se pur realmente avvenute, dovessero da Gioacchino riguardarsi, come furono riguardate, le dichiarazioni di quel Bentinck, il quale di quanto vagheggiava l'indipendenza e la unione per l'Italia, d'altrettanto e più detestava il Murai, come l'avea provato il discorso tenuto proprio qualche giorno prima al Filangieri, il quale, a nome dei generali napoletani, gli avea chiesto appoggio al conseguimento in Napoli del regime co-stituzionale.
Fatto si è ohe fu aperto il Congresso europeo e Ee Gioacchino, che avea mal servito la causa della coalizione e di cui essa, in ogni modo, non avea più bisogno, si trovò, allo stringer dei conti, mal garantito e mal tollerato come una stridente sopravvivenza rivoluzionaria, sentì, venirgli meno a poco a poco la stessa protezione dell'alleata Austria e comprese di non poter ornai far assegnamento ohe sull'amor del suo popolo e sulla punta della sua spada. E come nel Congresso delie potenze non vi fu posto per i suoi rappresentanti, al pari che pei rappresentanti e pei diritti d'Italia, egli sentì più che mai le sue sorti accomunate con le sorti della oppressa nostra dazione. Per la situazione delle cose -egli quindi fu a. Vienna temuto, e in Italia desiderato come il naturale campione dell'Indipendenza. Questo costituì nel momento la sua forza e la nostra speranza. Attraverso il Murat l'Europa vide per la prima volta profilarsi la questione italiana, della quale il gen. inagg. austriaco Picquelmont così, fin dal 2 aprile, avea con sfrigolar lucidezza compreso e precisato i termini: In generale la situazione politica dell'Italia è assai complicata. Noi vi abbiamo pochi amici, perchè le nostre vedute non piacciono agli Italiani. Pressoché nessuno vuol l'antico ordine di cose, che è quello che noi abbiamo annunciato di voler ristabilire Non si ama Napoleone, ma si ama il Regno d'Italia* È una idea che ha gettato profonde radici. Essa è stata nutrita dalla Francia, che ne avea bisogno per assoggettarla, dal Viceré, che carezzava così lo spirito degli Italiani, e dal Be di Napoli che si lusinga, in seguito di poter un
WBIJ SU Boi JoaoUin. Murai, Tomo tj p. 6L