Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; LE MONNIER FELICE
anno <1928>   pagina <609>
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apparenze, avversavano ogni idea <ìi novità, sforzandosi che li* ri-farmCj gta concesse a metà; l'estassero in effeiti mille.
Pi tutto ciò L'Azeglio rendevasl conto fin troppo, deplorami"' ilie si perdessi mi tempo piti che prezioso a mettere lì paese ir. assetto da patgr' fronteggiare il nemico j e se ne sfogava Con gli -amici lontani, impaziente delle contrarietà a pn'azione laboriosa ma non. inane. CIosì : in mi lettera della jui ma decade di gennaio al-l'aviV.- Angelo Berti ni di Lmea (0)ìt altra, particolareggiata, alla moglie, riferentesi a ima petizione recata allora alla Con salta pef* cliè si spingessero gli armamenti ( mi sono nnito anch'io, perchè credo ch'era il solo mezzo di mantenere quieto il popolo (7) ); in quella del 12, al fratello, cui dice die le cose ipii vanno zoppe./-Il governo non pensava a nessun provvedimento di difesa... (8): infine al Yieussenx, iì 22, ripeteva ancora : e Le cose qui vanno zoppe, oscillanti, incerte, ma pare vanno. V'è una forz ohe spinge tatto, maggiore d'ogni ostacolo, d'ogni astuzia, d'ogni frode. Hj questa mi tìdo (0).
riandato un articolo pel Risorgimento al Conte di Gavoni*, s'era posto di letìa a preparare roventissima la nuova requisitoriit ontro l'Austria. tJe tarda a ìatvertirne il Le Mounier, per vedere se l'amiéo si sentisse ancora il coraggio di farsi editore d'uno scritto, quale, per la fiera indignazione che l'animava, dovea prò spettarsi di stampare all'eicà forse dalla Tipografia della Sviz­erà Italiana:
Car.mo Sig. Felice
Le scrivo in fretta (solita mia frase perchè sempre vera) per accusarLe ricevuta della sna e delle copi che mi pajon venute bene. Sto ora facendo un altro lavoro, ma temo, che nemmeno la censura di costi lo permetta, e che mi tocchi mandarlo a Lugano. Basta vedremo, e se lei desidera pubblicarlo si potrà provare. Spero
CO) Il quale ne riferì, il 16, di quel gennaio, al Farlnl a Oslhio: Ebbi l'altro giorno lettera da Azeglio. MI dice che a Roma le cose vanno zoppe, ma vanno. Che II Governo avrebbe bisogne ai: estese fatte coli'appoggio dell'opinione, ma che questa e debole, perchè II proli RIMO e un ammasso di bestie. Ti male di noma, fe 11 male comune: la mancanza di uomini. Avanti che si supplisca al difetto della mancanza di educazione politica di 40 anni ! ,-. i(Jà. BAVA., Eptitù* ftèk. M , '. 'tfwiBfo ijfr 29 seggio
(7) OARC 285.
fa) a. BaiANo: L'ftt. di M d'Aia, attrai,. Ralf orto; iss.
(9) F. OanASDo: aw'lìtsft iMitììMl ffiMtìfa Prima serie, voi. I, p. 146.