Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <349>
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Nel centenario del proclamar di Eimini 34
rigliosp onore, e gli occhi de' patrioti lombardi e veneti si rivol­sero a Re Gioacchino, unico superstite della Rivoluzione, unico possibile assertore dei conculcati diritti nazionali e possibile spada d'Italia. Essi gli fecero sapere che, ove a Vienna corresse pericolo il suo riconoscimento, egli poteva contare sulle loro forze.
Marat, che, trepidante del suo destino, ingrossava intanto si­lenziosamente, con ttiìfctì: i mezzi, l'esercitò per incuter timore e ap­parecchiarsi all'estreme difese, non volle compromettersi coi con­giurati, i quali indarno gli palesarono a Napoli i loro voti pel tramite del prof. Saia e del gen. Giuseppe Lechi. Non era il mo­mento. E poiché si spargevano nel Regno e nel resto della Peni­sola proclami per l'Indipendenza d'Italia, in cui Gioacchino era designato come il solo capo capace di dirigere e di far riuscire un tal progetto, questi, ad allontanare i sospetti, e perchè diffi­dava della perfidia austriaca, alla fine del novembre incaricava il suo Ministro degli esteri di tenerne parola con l'ambasciatore au­striaco l pur senza fare alcuna denunzia e dei rifugiati a Napoli, autori di quei proclami, e dei cospiratori lombardi, come si cercò poi far correr voce per mettere il Murat in brutta vista dei pa­trioti. Però del malcontento crescente contro gli Austriaci egli gioiva in cuor suo e si facea forte delle speranze d'Italia, e se­gretamente le alimentava * e ne faceva balenar la minaccia ai ne­mici, e Metternich, e non solo il Metternich, temeva sempre in Gioacchino il campione dell'indipendenza italiana. Eccmo mio, scriveva dopo un'udienza col Metternich il card. Consalvi al Pacca: non bisogna illudersi. In Italia si è in grandissimo pe­ricolo, perchè l'idea del Regno unico, dell'Italia tutta unita ed indipendente, guadagna ogni giorno smisuratamente e si corre il rischio di andar per aria un'altra volta. E nel settembre 1814 così egli chiaramente presagiva il prossimo avvenire: Se Gioac­chino vedrà che si vuol rovesciarlo, in tal caso nel suo carattere guerriero e nelle risorse del suo spirito non solo si difenderà fino m
1 WBIL. Joachim Marat, voi. II, p. 100.
8 II De Castro G. nel suo .studio sii La restaurazione aml/t'ima a Milano (Archivio storico lombardo, voi. V, 1888, p. 647) scrive: Percorrevano l'Italia emissari segreti di Mnrat, fra gli altri il genovese Magnolia j e ci risulta ohe si trattenne anche a Milano, ove parlò coi migliori pochi a dire il vero ai finali i processi mantovani non aveano tolta la lena per cospirare od al­meno per sperare.