Rassegna storica del Risorgimento

BAZZA GIOVANNI BATTISTA ; 1821
anno <1928>   pagina <641>
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Il prùecttÈo tini Dùlt Urne. Battista Bazza MI
Unerra Arturo poi vai debitore verso del MateimLiini dì lire eiuqneniiLlu eireScome da vaglia Glie mi mostrò alTombra della esalta nostra amicizia.
Appena un mese dopo li ritorno da Brescia, sotto meschino pro­testo, Mateianiui si dichiarò aperto ed indiscreto mio nemico e con nuo scritta: 0bc esìste nel cantonale della niia stanza in Yestone incipiente ViflUatìtìo PapMo ini giurò egli sull'altare immancabile e memoranda vendetta; colla susseguente di lui condonai, provò la fermezza eia veracità della minaccia, e del giuramento,
W- gltfo il pomo fatale, ecco il insultato della dichiarazione delPltìdiiMalnia pàc rovinò la concordia e la confidenza -dei .coniugi Sìtaterzaniui, presso del quale ne vennero poi incalcola-bili comuni danni e vivissime accrbitai pur troppo conosciute comu-nemeiifeià lassù, e CUÈ ìper fatalità non cesseranno forse più mai. dato calcolo al etfÉtttqie jg Matezanini assai noto.
Ogni genere- di diffamazione si sparse sul mio conto in puntò alla mia professione e si colse specialmente l'opportunità frenata teéttanto quanto elìnnnltìsa di rendermi sospetto al Govèrno, che ben deve conoscere la tenebrosa catena e l'inviluppo delle accuse clie mi riguardano, essendo a me noto soltanto che dal nome del Materzanini ebbero principio le domande dell'autorità politica pro­vinciale e ite funeste conseguenze elle né vennero di poi a mio credere.
Eccomi tosto sorpreso da visite domiciliari, eccomi a vista chia mato alla Regia. Delegazione né basta il nessun esito della prima né le mie giustificazioni a far cessare le diffamazioni ostinate e ma­ligne dei miei troppo forti nemici all'uso [.w-?W.--/i implacabili.
L'ultimo a me noto libello affìsso in Testone contro di me. che leve esistere negli atti processuali raccolto dal fratello del ripetuto Piatesi ebe ne fece canzone per un'intera domenica e che. alla sera me lo consegnò pubblicamente in Piazza, uon è forse una continua* zione dei maligni sforzi dei miei persecutori? Questi soli poterono in tempi diffieiliViwi rendere equivoca la mia condotta togliere a me quella superiore confidenza, elemento indispensabile all'onore ed alla sicurezza di un suddito che però umilmente protesta di non aver mai demeritato, neppure pensando e lo giura sull'altare della verità nella intera persuasione intima della propria innocenza.
La sovrana disposizione sulla Carboneria, la papale scomunica contro la stessa* la visita, al mio domicilio, la chiamata a Brescia fecero che molti a me ed io a molti tenessi discorsi sopra tale ma­teria, ma che sempre si limitò allo scherzo ed al più, al più ad un