Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1915
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351
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Nel centenario del proclama di Eimim 351
magna, per natura bellicosi e capaci" di secondarmi in mia tanta impresa t Io batterò l'Austria mentre ch'essa si metterà in marcia contro la Francia. Non è più tempo di diplomazia, ma di guerra . E poiché il D'Ambrosio, dopo l'udienza, gli avea indirizzato una lettera per dissuaderlo dall'avventata impresa, il Re la mattina appresso, chiamatolo, gli replicava: <<K"o. Riusciremo. Io convocherò ft Bologna i popoli d'Italia; dirò loro di scegliere una costituzione; io vendicherò sugli oltramontani le piaghe d'Italia. Voi, testimone di quanto si è detto in Vienna, di tante promesse non eseguite, voi non siete penetrato di sdegno al par di me Non vi ha indugio a frapporre: marceremo .x E poiché gli giunse la diffida dell'Austria che al primo movimento di truppe napoletane dagli attuali confini si sarebbe considerata in i stato di guerra e che perciò rinforzava di nuovi armati la Lombardia, Re Gioacchino, nonostante il contrario avviso de' suoi consiglieri e ministri,8 e 1 dissuasioni di generali come il D'Ambrosio, il Colletta e il Millet, il 17 marzo, svincolandosi dalle braccia della consorte che voleva a ogni costo rattenerlo, partì per Ancona. Non commisurando le sue forze all' impresa, non tenendo presente l'impreparazione e V indisciplina dell'esercito, il difetto di viveri, di danaro, d'armi, ma confidando interamente, da una parte sui successi del genio napoleonico e dall'altra sulle millantatrici promesse degli Italiani e sui colpi della fortuna, egli intendeva prevenir la già iniziata mossa degli Austriaci cogliendoli alla sprovvista e, prima dei nuovi trionfi napoleonici, tarsi signore d'Italia.
1 CROCE B. La miaàiom a Vienna fot gen. d'Ambrosio noi 18 i5, (Brani tolti dal quaderno della Biblioteca della Società storica di Napoli), in Archivio storico per le prov. Napoletane, anno XXVHI, 1903, fase. 2, p. 403-405.
* n COLLETTA, {Storia di Napoli, libro VII, par. 76) accennando al Consiglio tenuto da Re Gioacchino il 14 marzo, scrive ch'egli, fra l'altro disse l'Italia intorno al Pò preparata e commossa in suo favore, citò i nomi do' partigiani e la fòrza j on di onesti accertava avere assoldati dodici reggimenti e tener pronti dodicimila archibugi ; altro in distanza del primo nutriva quattro reggimenti armati-; un terzo, di coi taceva il nome, personaggio alto e poetante, tracce seco il maggior nerbo del già esercito italiano ed unirlo a' Napoletani per la comune causa della indipendenza : soccorsi che i partigiani di Gioacchino/ millantando, aveano esagerati ed erano creduti in parte da lui, nulla minimamente dal consiglio . Con frasi consimili e In cifre poco differenti il Colletta accenna alla stessa cosa nella Boa Memoria militare mila Campagna {l'Italia dell'anno 1815* (Opere ined. 0 rare di P. C. Napoli, Stampa Nazionale, 1881, voi. I, p. 88).