Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <354>
immagine non disponibile

354 Domenica Spadoni
dell'Italia. I suoi primi successi non renderebbero nien dubbio l'esito di questa lotta ma essi la prolungherebbero e farebbero molto male all'Italia..* Tèro è elle il 28 marzo, preoccupandosi degli sforzi di una natura ben più seria che avrebbe potuto fare in Italia Napoleone in unione a quei del Murat, faceva presente al Met-ternich che tutto ciò ohe è capace di portar armi in Italia si riattacca o come Napoleonista alla Francia, o come partigiano del* l'indipendenza italiana a Murat. Questo stato dì cose, che sarebbe così essenziale cangiare, non può cangiarsi che cambiando la no­stra tattica dì fronte agli Italiani. Occorrerebbe non lasciarli più a lungo nel!' incertezza sulla loro sorte futura. S. M. 1' Imperatore si dovrebbe decidere a prendere il titolo di Re di Lombardia, e forse anche aggiungere a questo titolo delle idee pia estese. Le considerazioni politiche, clic sino al presente bau potuto opporsi, cessano nelle circostanze attuali in cui questa determinazione, lungi da poter esser riguardata dalle popolazioni come dettata dal­l'ambizione, è forse divenuta il solo modo di preservarci da una catastrofe in Italia. 2Son vi sarebbe un solo istante da perdere, se non è già troppo, tardi. Poiché Murat copre le nostre provincie e tutta l'Italia dè suoi emissari. Fin dal primo giorno della guerra egli chiamerà tutti gl'Italiani all'indipendenza e noi avremo al­lora bisogno d'un armata per combatterlo e d'un'armata per man­tener le nostre provincie nell'obbedienza. Non è una concessione Che si tratta di fare all'Italia? è una corona che occorre aggiungere a quelle che porta giiài É. M. l'Imperatore. E' un po' dì speranza che bisogna dare, un po' di vanità che bisogna carezzare, è l'im­maginazione d'un popolo vìvo che bisogna cattivare e attaccare a noi con dei vincoli che non siano dei sacrifici e che aumenteranno solamente la possibilità di regnar su lui >'
Ma intanto ! Gioacchino, sacevèndo il 20 marzo in Ancona gli omaggi della magistratura, avea dichiarato : m Io non vi do­mando ette.,;ia- vostita tìntone per dar l'indipendenza all'Italia.. . Io non conosco altri confini ali Italia che monti, e S mari K8 II 21 a sera il principe Stigliano Colonna, era entrai alla testa della truppa napoletana feu 33erracinaj: nonostante il ritinto dato dal Go>
"WEU., afiwdtlvftrf fa Nanfa, toniti ìir. to:tStt> WEIL, Murai ról fa 0A àtoJfi. ii?t V* *Sfc a "WKIL, Murai roi fa STapInt.omo Qh< IÌ2-U3.