Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; VENEZIA
anno
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1928
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pagina
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706
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700
Antonio Filot
S'alfcò dal IOCOÌ ove giacea trafitto Ancor dal colpo che gli die fortuna, Al grido che sorgea dalla laguna. Dall'Adriaco valore 51 Geniio invitto;
E confortava già l'animo afflilo Siccome quei die nuova speme aduna Veder pensando, che suU'òUda Wxma Corresse a vendicar l'antico dìpMo.
M Ì>oi he al guardo; ypido s* emerse
Il marmoreo canimin che, In seno all'acque,
VikegSat insana- al pie nemico aperse j:
Vinto dall*igg>, che nel sen rinacque invendicato acciaro in sé converse, Ed imprecando sull'arena giacque.
Aveva questo sonetto della profezia"é voleva chiaramente condurre i Veneziani a ogni piò sicura e più sensata difesa? Nessun altro senso che il secondo debba esso avere, sì augurava il Girardi e Dio ci àruffa; f
Quando invero il Ponte fu eretto sulla laguna non mancò il coro-dei poeti deliranti; ad esempio l'avv. dott. Luigi Dasso in un'ode (2> così si entusiasmava.:
Rediviva da sonno fatale
del mio cuore la patria si desta.
O de* mari sirena immortale,-
fflx, di rose inghirlanda la testa?
l'hai raggiunta l'abbraccia, l'afferra
E ad amarti costringi la terra.
Non più sogno dai Padri proscritto;, Kon fin ièfe di mente delira, Sorge e sfida il perpetuo tragitto De' marosi e de' secoli l'ira: Più non chiede U'Aaca laguna Un sentier pel suo carro Fortuna.
(2) Venezia, Tip. A, Santini e figlio. 1846.