Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; VENEZIA
anno <1928>   pagina <708>
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Anùmio Pìlm
lUciine prove fluirli ansi viari. Bombe sparate da mortai a tutta incli­nazione non. IWQYÙ elle appena fli? KJ pia avanzattà- alla tenta del ponte jji3all parte nostra e l'esagerazione d**lla pam boia fé sì eira quasi tutte scoppiassero in uria. lerò il governo dovreolic pensare al primo sbigottimento se quale Ueduna <li queste, con mi ultimo sfòrzo, potesse penetrare in eittjì. Vaino alla stazione abita n centi nain di famiglio povere e nn mondo eli; donnieoinole famosse- pei- il loro grido elle, in questo easov sarebbero capacissime di far nweano. Molte famiglie rlccne sgombrarono quelli* prime caso perche potè? rouQ trasferirsi altrove n non pnò farsi dalla povera gente, ÉEj fconiglieiiw;. dunque, il Sverno a far sgomberare tnte quelle case die sono dentro un raggio di no 500 metri intorno alla testa del pon­te < laudo a quelle famiglie, olle non possono pro<Mirarsene un altro, jCOvro in quei tanti palazzi Stipe vupfcMiitatori (ÉsOno'fe inezia, dlfiliia/randoi, nello atesso tempoj danni dello Sfeto tutti quei piccoli danni che nei caseggiati di qm-lla parte potessero, per iWfctifàira, accadere. 6011 ciò !SJ? puro a qualche bomba venisseL grillo di visitare Venezia, sarebbe così scontenta del In sua. -'acco­glienza- ria rendere vane del tutto le pateJwù speranze dei nemico, mentre si verrebbe ad evitare; quella prima pericolosa impressione della minaif(jia d'un bombardamento sé cui pare, eouii molto l'au-.sferìàook,
TntaSfft l'opera di disfacimento del ponte continuava: un patri­zio veneto, attesta: il Tommaseo, pagava dei KUtìsei twin ini a questo, Kè il popolo? ?fca segni di paura. Dagli estremi lembi dì- gannaregio erano già disposti a sloggiarne molti del ceto povero ciu? dicevano : ABBIAMO 3>EGU AMO! A CASTELLO ; iOTffiEMO DA LORO, u Ed è bello osservava il grande Dalmata che i Kleoleti pensino a oMeder ospitaliitài .-ad Castellani. - {
Interessante e commovente ad nn tèmpo quanto1 JPÉM proposito* il Cicogna nei suoi Diari, Oggi notava l'illusore* eru­dito 25 maggio 1849- da molte e molte cannonate e bombarde degli Austriaci 'Alquanto.? in disordine uno de' nostri Forti, detto Iti, ardi, fcostcHiè non.; vi rsi possono piantare di nuovo le batterie rove-. salata Éf* cannoni nemici.
Si .reqnMseivno. dunque SO mila sacelli per empirli di teria ed aecomaidar la cosà, Ma frattaMOi nomici non eessalio di flagellarci <?o' proiettali.
(3) VÌMJL JM mt<fpi0mm> xltf npuiil. toent ni Maggio igp. ai, UÌS-.