Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <359>
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rone Poerio si rammentava ancora il proclama ai Popoli italici meridionali, datato da Ancona 31 gennaio 18X4 come Commissario regio di quei dipartimenti, molto più eli e in questo proclama la frase allusiva alla polìtica indipendenza, primo bisogno delle da­zioni ricorreva in modo consimile nel proclama di Rimini. Certo è però elle Tito Manzi, e probabilmente il genitore dei- celebri patrioti Alessandro e Carlo Poerio, eran da mettersi fuori causa perchè lontani da Ancona e dimoranti in quei giorni a Napoli.
Ohe dire dell'opinione personale del Marco fati, essere cioè il pro­clama una frettolosa traduzione dal francese e forse dettato dallo stesso Murati Pur non osando escludere priori la prima suppo­sizione, il richiamo però dì un precedente ci renderebbe dubbiosi sulla paternità di re Gioacchino, se pur non valesse, per avven­tura, a darci un raggio di luce sulla prima origine del proclama : proprio un anno innanzi, mulinando il Murat di lanciare un simile appello per V Indipendenza d'Italia, egli avea pregato della sua redazione l'apprezzato suo amico Fouché. È da credere tuttavia assai probabile che mano nel proclama di Rimini, almeno per ri­tocchi, abbiano avuto, se non il Macdonald e il Mi 11 et, il re Gioac­chino e ì suoi ministri Mosbourg e Gallo, ina più specialmente quel conte Giuseppe Zurlo, allora ministro dell' Interno, del quale un confidente austriaco nel 1815 faceva il nome tra gli apparte­nenti al club degli indipendentisti napoletani, e un alto confidente, pure al soldo dell'Austria (forse l'ex commissario napoleonico Bram­billa), dovea poi rapportar da Venezia nel gennaio 1810 ch'egli s'era <a per ben due volte lasciato sfuggire a persona di sua confidenza, la propria speranza , un Ì0MQQ risorgimento poìitioo, non senza indicare in termini cauti che egli aveva motivo di consolarsi nel-Posservare che, anco in quella parte d'Italia, da lui scelta eome asilo, Si poteva calcolare su gente veramente italiana. Certo è cheti .Zurlo, dopo la rivoluzione del 1820, fu accusai in Napoli dai suoi avversari d'appartenere alla lega piemontese, è ac­cennandosi agli ultimi tempi dà ite "Mpaccbinoj nel quale il Zurlo era ministro onnipotente, da essi-; Et; :scrite;:Afera sussisteva la lega italAoa, o sia la lega dei satelliti* É Zurlo, corsi tutti ai suoi fianchi nell'alta Italia per la chimera mrliana dell' indipen­denza Italiana, e sia per mettere V Italia tutta sotto il loro giogo >>.1
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