Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno
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1928
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pagina
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766
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Pia. Onnw
zione pei* la decisione presa e per le calde approvazioni del suo ex ministro e amico, e ripetono a sazietà clie essa era ottima e necessaria e che ogni giorno più se ne vedevano i vantaggi (23ì. Soltanto il 12 maggio troviamo una specie di esortazione : Prego Iddio clic illumini il Re mio carissimo figlio e tutti voi per fare ciò che sia a suo maggior servizio e gloria (24).
H Tan ncei non si era lasciato certamente prevenire. Egli <ave va già cominciato ad insistere presso Carlo III sull'opportunità di eseguire l'espulsione anche da Napoli per impedire a tempo qua lunque intrigo dell'ordine minacciato. Prevedendo le opposizioni che si sarebbero senza dubbio elevate nello stesso Consiglio di Stato poco dissimile nella sua composizione da quel Consiglio di .Reggenza che aveva piuttosto intralciato che secondato razione antieurialista egli vedeva l'unica via sicura in un interventi diretto del Re Cattolico, la cui volontà chiaramente dimostrata avrebbe deciso il Re e il Consiglio in quel senso. Carlo IH faceva eco. 18<m dubitava che vi fossero partigiani dei Gesuiti nel Consiglio e approvava che il Tanucci non ritenesse opportuno farne loro-parola (25). Pregava Dio die i Gesuiti non arrivassero a Napoli
doveva eseguirsi il Giovedì Santo sulla sagra Persona del Ile della; famiglia Reale per sterminio di tutta. Le parole della vostra lettera mi sbalordirono, e mi sospesero li sensi. Ripreso Qualche vigore, rilessi la lettera e vidi li venti voluminosi Processi di smisurata grandezza, che dite, lasciandomi imaginaré quali sarebbero stati li pareri di quelli che hanno esaminato e giudicato. Ammiro la mansuetudine e la clemenza del Re, che si; contentato col cacciar di casa questa generazione di vipere.
Ah io lo diceva ben da gran tempo ; ma tutti costà mi davate sulla ssocè, e qui non permetteva. i parlarsene la defunta nostra Regina, cui tenevano coloro ingannata; diceva però quanto poteva anche allora. Ora tutta l'Italia e In Roma particolarmente sparlano contro la Sagra Persona, e tro* vano nelle Femine e nel Terziari gente stolta, e preparata al male, che da. fede e ridice M *]. quella canaglia sparge dell'incredulità di cotesti miM- etri del Re, e del' Re stesso; solita calunnia che li buoni Padri fanno a chi non si presta a tutte le loro avarizie, ambizioni e scelleraggini. Potette pensare con quale orrore ha questo amabile monarca ascoltato il segreto. Mi ha la M. S. fatte molte domande, alle quali io non sapeva rispondere. E'' rimase In gran sospetto del Gesuiti di qualunque parte del mondo, e Particolarmente di questi nostri. Se potete fornirmi di più notizie, 11 Re lo ascolterà con desiderio, e ne farà il migliore uso : Tanucci al principe della Cattolica, 5 maggio .1707; Danvila, op. e il. ni, pag. 60.
(.23) Lettere .del 5 maggio, 12 maggio, altra riferita senza data, 9. 10, 25 giugno 1767 ivi pp. 58-70.
(25) 32 maggio 1767: ivi, p. 64.