Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno
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1928
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pagina
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770
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77 Pia QwfiU
e accusano la potenza acquistata dalla Compagnia nell'isola col favore del Viceré, o sono sf ogM di Gesuiti contro jn'oprì sperio-ri (37). Ma la più gran parte delle suppliche proveniva dai coeditori dei Gesuiti. Questi ultimi avevano ottenuto dalla Congregazione dei Vescovi Regolari le lettere facoltative per la creazione di censi in luogo di debiti polizzari, e per la vendita dei beni stabili ma prima di dar loro l'exequatur il Consiglio di Stato domandò una nota dei creditori e delle somme loro dovute. In reàlfc sì voleva evitare l'esodo dei capitali non più vincolati è l'aliena zione dei beni stabili, costringendo i Gesuiti a vendere i' loro algenti per sodisfare i creditori. Così il p. Provinciale di .Napoli, in seguito a intimazione ricevuta dal Segretario degli Affari ecclesiastici, Carlo de Marco, fendette argenti per 8500 ducati su richiesta di cinque creditori (38). L'abate Galiani credette che per eliminare i Gesuiti si fòsse scelto il metodo di provoca; il fallimento, e propose al Tanucci, in una delle sue frequenti lettere da Parigi. l'istituzione di una Giunta che ne liquidasse i debiti, gli averi, i pesi forzosi, le fondazioni. E aggiungeva in via di ammonizione che il ministro Choiseul gli aveva domandato che cosa .intendesse fare Napoli rispetto ai Gesuiti, ricordandogli che questi erano tatti' nemici della Casa di Borbone (39) Il Tanucci allora, punte sul vivo, abbandonava lo stile sentenzioso e ;si biLline-per difendersi apertamente e sfogare il suo orgasmo: Dei GesuU non è tempo di parlare. Non vuole Ella farsi carico che qui non è istrumento. Non lo è il Consiglio di Stato, che sussiste poco men che Reggenza, non lo è la toga, non lo è la milizia. Dentro le stanze è gesuitismo... Rido di questa giunta, che ella dice,, per sapere i foro debiti, i loro pesi, le loro fondazioni. Come, con questo Consiglio di Stato, tal giunta? Dica pure al Duca ch'io son solo, che solo non posso agire*... che ho tentato le acque di Spagna per avere ordini e non li ho ottenuti. Che vuol dunque ch'io faccia? (40) E ancóra il 22 agosto : Dei Gesuiti ella non speri niente di buono fino alla barba del re nel! quale venga l'ardire di far da solo o con
(S7J , Jflii N. Azienda Gesuitica, ,fc li.
CS) Calcagli Lui a Torriglnni, n e 2S luglio, 1 e 2-2 ftgostó itff : .* f Nttuzi ÌNapoll. eod. 290.
(H9) Gallaci al Tanucci, l giugno 1767: SPaimooij lettere a Ferdinando Galloni, voi. Il, p. 85, Dota (1).
[(òaccl al Galloni, SO giugno 1767.