Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <772>
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Più Ottnis
dopo aver votato per la loro espulsione, aveva in seguito presen­tata la patente di terziario (44).
Dove si sarebbero poi mandati I Gesuiti espulsi? Clemente XIXI aveva rifiutato di accogliere ì profughi dalla Spagna. ì quali dopo molte peregrinazioni erano sbarcati in Corsica, La diinora ìioll'isoja, allora in piena insurreainne, appariva precaria al Ta-micci, die suggeriva alla corte di Spagna il trasferimento nello Stato Pontificio (45). Essi vi furono però introdotti soltanto nel­l'aprile dell'anno seguente, dopo la cessione della Corsièa alla, Francia, d'accordo con Clemente XIII per mezzo di un. artificio diplomatico che ne salvasse la dignità (46) e il ministro napoleta­no non potè perciò allegare un precedente al metodo cui eglf fini per ricorrere con la disinvoltura caratteristica dei suoi rapporti con la corte romana, scaricando tutti gli espulsi sul territorio pontifìcio. Carlo III, interpellato al solito sul penoso problema, aveva risposto: Ci pensino loro (47).
Se non mancarono cause d'imbarazzo e di perplessità, che ri­tardarono l'espulsione dei Gesuiti tino al novembre, il problema essenziale da risolvere per deciderla fu quello di trovare un moti­vo giuridico su cui fondare il decreto di abolizione. In Francia e in Portogallo gli attentati al re. in Ispagna i moti di Madrid : ma a Napoli quale giustificazione legittima si poteva dare di un'in­chiesta governativa sulla Compagnia? De Marco e gli altri non sanno cominciare. Mi chiedono materiali , notava sprezzante­mente il' Tanucci che da anni predicava l'incompatibilità della Compagnia negli stati e non riteneva necessaria una sellioppet-
(44. Confidenziale del Cfittllca al Tanucci, 29 settembre 1767: A. S. N, Affari 'Esteri, Spagna 1796.
(45) Le giuste difficoltà, che voi fate per la lunga sussistenza dei Ge­suiti nelle piazze Genovesi presidiate dai Francesi iti Corsica, non lasce­ranno di dar molto da pensare a questo Ministero e4 alla Maestà di questo San lo nostro Patriarca Àbramo, "-non vi sarà altro scampo che farli sbar­care sulla piazza romana : Confidenziale del Cattolica al Tanucci, 14 lu­glio 1767 ; A. S. N. Affari Esteri, Spagna 1796.
(46) Bwtamau, op. cit. cbap. Vili, 3. A torto afferma quindi il Thei-mfr che II ritardo dell'espulsione da Napoli fosse dovuto unicamente all'in­certezza sulla destinazione degli esuli, e che appena gli Spagnoli furono accolti nello Stato Pontificio, 11 Tanucci non esitò, più a gettarvi i Napole­tani; op. cit. Tableau de l'epoque, XLVI.
(47) Confidenziale ;del Cattolica al Tanucci: A. S. Ni Affari Esteri, Spa­gna, 80.