Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno
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1928
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pagina
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774
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774 Pfo lPÉ*
Ialite, consigliere di Vicaria; Fenlinando cte taeon, Gomiuissario della Campagnaj Diego fc?r Stefano Patriì Angelo Granito. Diodato Targiani,-, Gennaro di Ferdinando.
La coin posizione di questo consiglio e il momento della sua istituzione destarono i sospetti del Nunzio pontificio, il quale li comunicò alla sua corte insieme <>. fc notizia del dispaccio reale. Pareva strano che non facesse pajélèV della iteBfca :fl segretario del- azienda, il presidente del Commercio, qualche delegato dei Banchi, qualche Eletto di città o altri che avessero competenza delle materie indicate nel dispaccio, e che l'unico Consigliere di Stato incluso fosse siciliano. Correva inoltre la voce che il Tanucci, De Marco, Jaci e Cavalcanti si adunassero privatamente, fe'tèi supponeva che il vero oggetto delle riunioni fossero gli ecclesiastici i generale e i Gesuiti in particolare: forse le risoluzioni erano giù-prese e la Giunta non serviva che a dar loro colore di maturità, e di giustizia. Essa era del resto formata di persone ligie al Tanucci* non sé ne poteva quindi aspettare niente di buono e anche il baronaggio e la citta, informava sempre mons. Calcagnini, temevano qualche novità a loro danno non essendovi nel nuovo consiglio alcuno dei loro fo2).
11 Nunzio non si ingannava, o almeno, non apparendo questi uomo multo perspicace, non si ingannavano coloro che gli avevano suggerito simile interpretazione. Abbiamo visto in quali difficoltà il Tanucci si era dibattuto tutta l'estate preparando la meditata espulsione.; a inquietudini per la destinazione dei Gesuiti, per l'atteggiamento del Viceré di Sicilia, per l'allarme già sparso nei Collegi, l'avevano trattenuto dal precipitare le cose, oltre la difficoltà di assiemare intorno a sé quel nucleo di persone fidate con cui dividere l'opera futura. Le continue querimonie alla corte di Spagna dimostrano anche come il Tanucci sperasse in un intervento diretti di Carlo ITI, sotto forma di autorevole esortazione al figlio, per non addossarsi solo la responsabilità di un atto che colpiva tanti sentimenti e tanti interessi. Ma la preparazione procedeva ugualmente. Fin dal luglio, facendo notare a Carlo III l'impossibilità d'istruire processi in Napoli, egli aveva comunicato e il suo disegno di istituire, si, una Giunta, ma con un incarico ufficiale che ne dissimulasse il vero scopo, ossia l'esame di alcuni
(52/ SU settembre 1767: À. ViNmiis. Napoli, cod. 290.