Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno
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1928
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pagina
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777
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fcora (03). Esso non aveva altro scopo che qnell<> di dare una base giuridica al sequestro dei beni delle case è dei collegi dei Gesuiti dopo l'espulsione ; ma non pochi, tra i quali il Nunzio, ne trafise-ro la speranza che mia riforma di quel genere escludesse l'inteii-zio.no di abolire la Compagnia e tendesse invece a ridurla alla condizione degli ordini mendicanti (64). Interpellato il Tanticci di-cliiarava che l'oggetto dei preparativi marittimi non erano i Gesuiti, e che i loro timori erano vani, a meno che protestando contro le emanate disposizioni non provocassero essi stessi le deprecata misure. Anzi il ministro, avvisato così deli-allarme sparso fra f (Jesuiti e i loro aderenti, non esitò a incaricare un suo confidente,, certo armine Ventapane, molto intimo dei Padri, di rassicurare in suo nome il p. De Matteis, sostituto del Provinciale assente,, m:-di dirgli .che persuadesse i compagni a non dar retta alle voci pubbliche perchè i Gesuiti del regno di Napoli non potevano essere accusati delle colpe di quelli di altri Stati; li rassicurasse inoltre sulla portata della dichiarazione di incapacità a possederei ;S*i guardò bene però dalFaderire alla proposta di un colloquio diretto col De Matteis, adducendo le calunnie cui già era fatto segno per le supxìosfee sue parzialità verso la Compagnia! (65)
Questo saggio di volpina astuzia del Marchese ci spiega come egli riuscisse anche, a diffondere l'impressione che l'abolizione fosse caldeggiata dalla Spagna, non da lui, e: decretata poi quasi a malincuore impressione raccolta, come abbiamo visto, da parecchi storici nuche recenti. Il Nunzio se ne faceva eco riferendo le voci di esortazioni giunte al1 re da Carlo III timoroso** di vendette della Compagnia contro il figlio, e di ordini mandati dallo stesso sovrano mentre a Napoli si tendeva a ridurre i Gesuiti a mendicanti evitandone l'espulsione, pei* notizie a lui pervenute di preparativi di ribellione. Ancora il 20 novembre, quindici giorni dOrO: Èst
((} -Madtitu, stato: - Chiesa nelle Due Sicilie Pi aerini* iff, pji. 729-730.-
(64) (MMWÙIUI tìrrJgJaitì*j 20 ottobre lÉlfe li- É< èmin. Napoli. coti. 290.
(65) Calcagnini a Tnrriglani 24 rtitotófè . 170fa Ivi. Il 25 il V'eutapane fu interrogato dal Tamtcel in presenza: .ài mi consigliere della Giunta sull'ani-nasc-iatfa ordinatagli, la quale venne osi in certo modo confermata: Calcar filini a Torriglani, 8 novembre 1767. Ivi. Jàe calunnie cui alluclev.-i il minislm si: riferivano alla nota "licerla contenuta In una gaietta manoseritln e diffusa in giornali esteri di una som tua offerta nlla Marchesa1 tEanucci iinJ (4c-suitì.0aleagnm a ItowlgJant, a- agósto 1767> ivi.