Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <363>
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quell' impeto di reazione per le deluse speranze, per i regimi re­staurati, per V aborrita dominazione austriaca, per il diffuso in-soflribile disagio materiale e morale, che nella seconda metà del ISlé avea fatto cospirare e perdere i più audaci patrioti lom­bardi e seguitava ad agitare i patrioti d'Italia. Murat nel 1815 fu un po' la creatura e la vittima delle nostre aspirazioni ed illu­sioni nazionali. Spinto dalle esortazioni nostre, montato dalle no* stre promesse, egli olie francese, per affetto al suo trono, per amor di gloria e per nobiltà di spirito avea posto affetto ali7 Ita­lia e s'era fatto re italiano, volle sposare la nostra causa e vin­cere o cadere per essa. Un altro principe, tanto a lui per eerti rispetti somigliante, seguirà pia tardi le stesse orme e cadrà come lui, lasciando la corona e la vita sull'aspro cammino del nostro riscatto, finché poi verrà olii coglierà i frutti del sacrificio, del senno, della fortuna.
Ma noi Italiani non dimentichiamo l'eroico duce della prima guerra per l'Indipendenza nazionale. Inchiniamoci riconoscenti alla memoria di lui ornai sgombra dalla greve inora di un troppo uni­laterale e sinistro giudizio. Il tentativo di Gioacchino Murat fu una protesta e fa un principio, infelice, ma non inutile; e coloro; che ad esso parteciparono o solo aderirono, riappariranno quasi tutti nelle posteriori congiure ed opere per la patria libertà. Esso passo come una meteora scrisse il Carducci ; ma i giovani ci ave­vano fissato gli occhi... e a lungo se ne ricordarono i bagliori nel Begno per le Marche e la Bomagna. Qualcosa, dunque, d1esso rimase. Com'ebbe a scrivere il Farmi, a quei ricordi cresciuto, restò quel sacro nome d'indipendenza, che sol esso è una memo' ria, una speranza, una religione j restò la reminiscenza d'un ardi­mento, d'una- battaglia, d'una sconfitta! restò un corruccio j ed il corruccio fu una educazione, perchè sono una educazione tutti i dolori, anche tutte le vergogne che per la patria; si sentono.
DOMENICO. SPÀDO:É.
stai; trascurata dogli torio!, e diali fciograiì dol KtìBsi, nonoatuotei i radicalia-Bimi giudizi ohe tà -BÌ, esprimono sul Governo pontifici)*.' L'unito * tenepse: conto e stato. se iatì. non Ricordiamo, Il oomni. Boneompagni nel discorso pjfc annoiato nel 1862 por l'inaugurazione del nionumonto al HOBBÌ nell'Ateneo bo­lognese, i>et ricoi'Oaré il prognostico eia. lui fajfco Bulla, tnlesione naxiunale di Gasa Savoia. RM Giw. Sulla vita 0.1 inoriti dljB. Kossi. Cenni storici pul blicati ta ecaaione dell' inaugurazione -del1, jaoiinnionto nella R/tfefJfos, di Bologna ecc. con oraKÌoM inaugurali letto nella gran d'aula dal comro. Bon-compagni e Ben. Montanari-, 1862;, Tip* Chierici, Bologna,