Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <785>
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nel Collegi, l'arresto dei Gesuiti e l'inventario di tatto ciò che si trovava nelle loro case, nonché il loro avviamento al portò; desti­nati pei* rimbarco. Non dovevano paMire i settuagenari, gli infer­mi fino alla guarigione, i laici e 1 hoviizi lie- dopo maturo esame risolvessero di; abbandonare la Compagnia, ei PaM procuratori finché non a vesserò- reso: conto dei beni amministrati, Si raceoman-dava la più attetìa> mM jjslstenlza ai Religiosi e nel garantirli da ogni insulto durante M Sailgitto; come pe,. nell'atto del se­questro, il dovuto rispetto, agli arredi sigia. Dal momento dell'ar­resto i (Resulti non dovevano avere nessuna comunicazione coll'e-erno.
Le isfirzioil particolari per la capitale servivano di norma per RmbaMe lÉClli-pi altri porti,,il quale doveva avvenire pri­ma deli-alba jp evitare pubblicità; gli oggetti iì'uso dèi religiosi si sarebbero: jm mandati in casse a ciascun individuo (82).
Le isl razioni particolari a daMtm ministro incaricato svol­gevano un piano differente da quello tracciato neDe generali stam­pate, essendosi abbandonata l'idea di far partire tutti 'i Gesuiti per mare. G individui dei Collegi vicini al confine dovevano es­sere condotti per via ."di terra nello Stato Pontificio: così quelli di Atri e di OMeti pel Ponte d'Ascoli, quelli di Aquila e Sulmona per Civita Ducale, quelli di Sora, Capila e Kecale per Fondi. Anche 31 piano per i trasporti marittimi aveva subito molte modificazioni. 1 Gesuiti di Napoli imbarca a Pozzuoli e quelli di Salerno, Nola, Massa e Castellammare imbarcati a Castellamare, dovevano riunrsi nell'isola d'Ischia per essere poi condotti e sbarcati a Terracina. (Mi- espulsi dalie province dell'Adriatico, invece di riunirsi a Brin­disi, dovevano essere imbarcati successivamente nei porti delle cit* tà dove stavano i rispettivi collegi: a Taranto, compresi i prove­nienti dai fendi di Latronico e Policoro, a Brindisi, compresi i pro­venienti da Lecce, a Monopoli, a Bari, a Molfetta, a Barletta, dbve sarebbero convenuti i Gesuiti di Orta; raccolti poi in un solo con­voglio si dovevano sbarcare a Ortona all'ordine del Preside di Chieti, il quale unendoli ai Gesuiti della sua provincia li avrebbe fatti passa­re nella giurisdizione del Preside di Teramo e questi ai confini pel Ponte ct'Aseoii. I Gesuiti della Calabria, provenienti dai collegi di Amantea, Cosenza e Paola, dovevano imbarcarsi a Paola; quelli di
(82) Con fotti Op. eiifr.. pag> 3Q.