Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno
<
1928
>
pagina
<
792
>
792
Pia (hrnUt
ina col divieto di tii.ialsi.sisi. comunicazione coll'esteruo e cogli altri religiosi. Appena in istato eli sostenere fl. viaggio i Gesuiti limasti per infermità vennero fatti partire, come pure i proem'atoid, appena terminata la resa dei conti. Quest'ultima operazione si prolungò ben oltre i dieci giorni prescritti dalle istruzioni. Da Napoli 5 procuratori partirono il 24 gennaio 1768 (113).
I laici elle decisero di rimanere vennero lasciati in liberta> provvisti di vestiario a spese dello Stato, con l'avvertimento di accasarsi e di prendere un mestiere. Più tardi fu espressamente proibito a coloro che avevano deposto l'abito gesuitico di prendere altro abito religioso (114). Un buon numero di laici segui gli espulsi.
Le stesse istruzioni valevano per i novizi. Anche questi., perchè prendessero la loro decisione, dovevano venire isolati e non si doveva permettere che si esercitasse su di loro alcuna suggestione; neppure le loro famiglie potevano avvicinarli. Ma U fervore e la generosità pròprie dei giovani, Vesaltazione che reeiprotsimente si comunicavano, l'affetto che li legava ai Padri, confermarono la maggior parte di essi nel proposito di proseguire nella via scelta. on se l'attendeva evidentemente il governo, e il De Leon, scrivendone da Pozzuoli al .arcani, non dissimulava la sua dolorosa meraviglia; premuto anche dalle istanze dei parenti, egli proponeva di ritardare ancora la partenza dei novizi o di obbligarli a lasciare l'abito (Ila). H Targiani, incaricato per la casa della- Kiinaaatelìa
(U3) Fallante a Jaei, 24 gennaio: A, S. N. Azienda Gesuitica, f. 187.
(Ile) Gatta, Reali Dispacci, p titolare 1768. P. V.
pio) MI, si sono mandati dal Gesù. Nuovo quattro ragazzi novizi e da 20 a 30 giovani la vista dei quali, se lo non conoscessi i Gesuiti, già mi avrebbe fatto sufficientemente persuaso dell'iniquità del loro istituto. Io non vi so dire la boria di costoro, la quale fa troppo conoscere la vanità e l'orgoglio di queste bestie (sic). Ciascuno di questi giovani si erede cosi coverto di gloria come un martire, e io non posso levarmi di torno molti dei congiunti, che bestemmiando il fanatismo gesuitico si raccomandano a me accio die con ogni mezzo faccia die se ne tornino alle loro case. Una sol cosa vi narrerò, che m'ha fatto orrore, cioè un ragazzo di casa Messzacapio,. figlio di una casa molto ricca: oggi la povera madre è venuta qui, e non pò tendo parlare col figlio si e andata aggirando un pezzo intorno alla casa dove sono alloggiati i giovani col laici per farsi vedere dal figlio. Ma questo smitu-. rato, essendogli additata la madre dalla finestra dai suoi compagni, con un'aria di scherno si è ritirato dalla finestra. stessa, e immediatamente gli altri hai* com inciato a dargli dell'eroe e del vero campione della fede. In questo stato di cose mi b venuto Improvvisamente un pensiero in mente il quale ho stimato dirvelo, acciò ne fate parte; a S. E. se lo stimate. Mondar via subito quei gióvani fe lo stesso che"'abbandonarli al loro inganno, e il principe che-