Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
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1928
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zioni hanno qualificato per uno spurgo necessario alla quiete e alla sicurezza dei popoli, e delli stessi Sovrani. Non può lusingarsi di non essere offeso un sovrano quando un altro sovrano si faccia lecito di pretendere da lui quello che niun sovrano ha giammai preteso da un altro. Dio volesse che bastasse a raddolcire questa piaga la scusa che nel foglio si avanza del numero e della dichiarazione di volontà della Santità Sua di non ammettere nel suo Stato Gesuiti di altra nazione. Ma chi crederà che poche centinaia di gente disarmata e di tuff altro rea che di bravura possan giustificare la strana pretesa di abolire una disciplina universale? Ohi credere che a quelle poche centinaia di Gesuiti della Sicilia si opponga giustamente quello che non si è opposto ai Gesuiti del Portogallo? Dal Ministero Romano, del quale è antico istituto chiamare in tante maniere gente a Roma, da tutte le parti, del Cristianesimo? Ohi potrà ravvisare ombra di ragione nella querela, dopo di aver ravvisato e osservato che il Re manterrà a sue spese i Gesuiti espulsi in qualunque luogo e parte del mondo vadano ad abitare, senza restringere il soggiorno allo Stato ecclesiastico? (134). Ohi potrà persuadersi di quella volontà del Papa contraria ai Gesuiti, dopo averi* veduti nel glorioso suo Pontificato favoriti più di tutti gli Ordini regolari e secolari della Chiesa? I beni supposti del Collegio Romano, sono dai Ministri del Re stati trovati in potere di una quantità di Gesuiti che dovendo esserne espulsi li lasciarono vacanti. Dritto del fisco è in tutte le nazioni il prendere possesso e la cura di tal sorta di beni compresi nel suo territorio per disporne seconda le leggi: questa, disposizione, questa giustizia troverà Sua Santità nei Ministri del Re. Questa era bene attendere ed implorare prima di empire l'Europa di tutte le esclamazioni vaghe, le quali hanno bisogno di un'ingiustìzia notoria, o di una giustizia ostinatamente negata, per meritar la compassione che si è voluta eccitare con un rumore immaturo (135).
(134) Le penose peregrinazioni dei Gesuiti spagnoli che, rifiutati dallo Stato Pontificio, non riuscivano a trovare un asilo, rendevano anche questo argomento una pura irrisione. Quanto all'essere gli esuli a mantenuti a spese del re, l'espressione era almeno enfatica ; tuttavia l'assegno dei 6 du-eati al mese non doveva essere troppo misero, se 1 convittori dei collegi istituiti dopo l'espulsione dovevano pagare per il loro mantenimento appunto-72 ducati annui.
(135) A. Sfv Itt,. .Gasa Reale, voi. 838 (copia).