Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <799>
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L'ubaìfaìone daìH Cottipagna di GGM) mi Regno di Napoli 709-
A sua volta il Tanucci protestò presso il Nunzio, e diretta­mente per mezzo dell'ambasciatore a Eoma card. Orsini, contro la memoria papale alle altre corti, rilevando che vi si tacciava di poca religione il Be, cosa clie gli faceva grandissima ingiuria, tanto clie egli aveva trasmesso copia di quella memoria in Ispa-gna (136). Infatti essa differiva dall'altra presentata a Ferdinan­do IV, non soltanto nella forma ma anche nella sostanza. Mentre nella prima le rimostranze si limitavano al campo del puro diritta internazionale, nell'altra si insisteva sull'aggravante dell'offesa fatta ad un priucipe che era insieme capo della Chiesa, e sul disa­stroso effetto morale che tale offesa poteva produrre sui popoli che l'avrebbero attribuita ad una irriverenza e disistima verso la reli­gione e verso la Chiesa. Sia per la causa della sovranità lesa, la quale doveva interessare tutti i principi, sia per la propria qualità di capo della Chiesa, il Pontefice diceva di lusingarsi che non gli sarebbero mancati i buoni uffici delle Corti (137).
Probabilmente la Corte di Roma non doveva lusingarsi molto. Appellarsi al diritto era inutile contro chi non si curava che il proprio operato apparisse legittimo, ma anzi tendeva a dargli un carattere di rappresaglia contro l'ostinazione romana nella di­fesa dei privilegi ecclesiastici e dei Gesuiti. Di più il Governo napo­letano faceva parte della famiglia borbonica, tntta ugualmente im­pegnata contro i privilegi e contro la Compagnia. Le risposte delle altre Corti alla memoria di protesta non diedero infatti maggior soddisfazione di quella del Governo napoletano. In Ispagna il Nun­zio pontificio si udì rispondere dal ministro Grimaldi che la Corte di Napoli, istruita dal rifiuto di accogliere i Gesuiti spagnoli, giu­stamente aveva evitato lo stesso imbarazzo introducendola senza preavviso nello Stato ecclesiastico (138). Il ministro di Francia, Choiseul, scrisse all'Ambasciatore a Roma, il quale gli aveva co­municate le querele pontificie, che il Re di Napoli non poteva far meglio che mandare i Gesuiti espulsi nello Stato Pontificio, giacché
(136) Calcagnila a Torrigiani, 16 gennaio 1768: A. V. Nunz. Napoli, eoa. 291. Tanncci al card. Orsini, io gennaio 1768: minuta in A. S. N. Affari dei Gesuiti, X. 187-
(137) Memoria alla Repubblica di Venezia : A. S. N., Affari Esteri, Roma, f. 1028-
(138) Theiner, Bisiioire du pontificai de Qément XIV, .Tableau tòsto rique XLVTL