Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <137>
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ricordo. 'Dna lettera M Beyjè ad Antonio Benci, principaleeollal.oratore teVAntologia, che qaf al pabhìfoa, offre nuova prova della sua Italia­nità. Ed un altro tranie-m benemerita somraamenlfc della patria nostra, P. Vìenasen irfviwr poche di questo pagine cm meglio non i potrebbe desiderare. Opera aua capitale fu. VAniolùgia, eòe portò sem­pre il lutto come di cara figliuola perduta anzi tempo
Bno "Vìeusseuxl JSaou signor pfe<* come tafj anche I più veccia amici;, anche il Capponi soievan driainarlo>,.,, Io ohe Borivo (così.ià.) sono certo uno dei pochi ancor -émà che Ì*a3JhÌaao cotfe- scinto, che da lui siano stìiti itocoraggiatì a questa cara ed ardua pro-feasiono di scrittore . mi si concèda perciò dì confessare altamente e pubblicamente fi: come in rappresentanza di tanti altri die non eon piò:, il debito di riconoscenza che 1 e efoe qni'ttig: tìrauo allora giovimi, hanno con Ini .
Afta li-rancia costituitasi in repubblica col governo di un poeta il Lara ariane la risorta Repubblica eli Venezia mandava suo rappresen-tante un altro poete,,. l'Aleardl. Quesfctepisodio della vita di lai -narrato dal Biadego offre all'A. occasione a concludere che la pancia nel l4 non avrebbe aiutato l'Italia perchè, ad una Repubblica non con Venivi rafforzare una imònarciiià., che mentre i repnbtylitìani italiani vituperano Napoleone III .come autee primo della cessione eli 'Savoia e: Sizza,, il primo germe di questa cessione si'trova nel pensiero e nella parola di un repubblicano francese 1848, M jnÌnisti'0 Basfide. L'Aleard che in Parigi vide e descrisse le' orribili1 scene .dèMa- guerra frafàioida.' ggL giugno M queU'annoi scriveva infine al suo governo;: Persuadetevi.:?.] che l'egoismo è la molla delle. .operazioni politiche- e che (la Pranoia) vede con gelosia sorgere nell'Alita Italia un. regno possente, antemurale e veicolo alla sospirata unità di :ijaG resto della Penisola <
Nel render coite;" sita JRrògtf 4toivffg> del carteggio di Luigi Carlo Farmi, messo in luce da Luigi tea, defilai ;3*. una vem e pronria mo­nografia, breve, ma densa di peàerpi e fatti.. Bgii. conobbe T illustre patriotta, che vide la prima vetta in 'casa de' suoi a Pisa Insieme coi. conti kovatelli e Ramponi, lèsali .taminglti per ragioni politiche; LVéduy cazione politica ohe il Farmi iìaMav eolia sua presenza nell'A. ancor fanciullo, la prosegoì nelFadolescenza, feppoi più; tardi a Torino: Gon questo meglio ai comprende come nel aitrarre ii Torini e feta sua VA. rieBca eminentemente vivo ed efficace, facendoci ammirare una tempra di uomo torte e leale,. con tutte le via-tifi delift .fìcea e coraggiosa Roma­gna, ma senza i difetti e gli cCeasi,: che pu'ttoppe;. funestarono, ed a questi anzi fermamente .confeario.
Gran parte di questo volume comprende le BffiyòMun in AroMtà