Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <807>
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hfabolizione della Compagnia di Q-esù nel Regno di Napoli 807
he sì voleva distruggere (172 bis). Uon mancò di intuirlo il Tanucci, il quale non si fermò a ima semplice sostituzione di maestri, bensì manifestò chiaramente l'intendimento di rendere l'istruzione laica, e funzione di stato. Disegno ben ardito in un tempo in cui i reli­giosi avevano, si può dire, il monopolio dell'istruzione e, in moltis-. ime regioni, erano i soli che possedessero la coltura necessaria per impartirne anche i primi elementi. I migliori ingegni riponevano alte speranze nel nuovo assetto dell'istruzione pubblica che avreub" dovuto essere il principio di tutto un rinnovamento nella vita ci­vile della nazione, e presentavano le loro proposte. L'abate Galiani scriveva al Tanucci da Parigi una fervida lettera (173) esortando il ministro a dedicare tutto il fondo dei beni dei Gesuiti all'erezione di collegi, non solo per la coltura dei giovani i quali sono le spe­ranze e il rinnovellamento di una nazione, sono la posterità... l'a­more e la sola cura della natura ma anche per diminuire il nu­mero dei preti e dei frati. Infatti, nelle Sicilie, non vi era modo di educare i figli se non mettendoli nei Seminari 0 nei Noviziati dei Frati. I seminaristi erano costretti, se non abbracciavano lo stato ecclesiastico, a pagare tutto il vitto del tempo in cui erano stati mantenuti nel Seminario ; gli educandi dei collegi dèi frati erano naturalmente avviati a prenderne l'abito (174).
I' Gesuiti tenevano nei loro collegi scuole di grammatica e in molti luoghi cattedre di facoltà superiori, ossia scuole di retorica, di umanità, di filosofia, di teologia, lingua latina, scienze ecclesia­stiche. Per il mantenimento di queste scuole le Università pagavano ad Gesuiti una somma annuale (175). Tali insegnamenti si imparti­vano anche nei collegi di Napoli, primo fra tutti il Collegio Mas­simo, ma nuoceva ad essi la concorrenza dell'Università, si che 'e cattedre di materie insegnate contemporaneamente all'Università non avevano quasi più scolari (176). Al Collegio" Romano era an-
(172-0'*) Si veda ora anche la recente opera di À. Zasto, L'istruzione pubblica e privata nel Napoletano, Città di Castello 1927-
(173) 4gennai 0 1768. Nel f. 4 dell'Azienda Gesuitica se ne trova l'ori­ginale. Fu però pubblicata dal Nicolini che ne possiede la minuta, pure au­tografa. Tmwcci, Lettere a Ferdinando Galloni, voi. II, p. 158 n. 2.
)i74) Ivi.
(175) Capua pagava 000 ducati, Seggio 500, Aquila 800. V. Prammatica xìelTS febbraio 1768, Conforti, op. cit. p. 55.
(176) A. S. N. Azienda Gesuitica, f. 2,