Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <808>
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nesso un convitto. Per i giovani di famiglie nobili i Gesuiti dirige­vano un collegio sovvenzionato dal re.
Affinchè l'insegnamento inferiore non subisse alcuna interru­zione, era stato prescritto nelle istruzioni relative all'espulsione di sostituire immediatamente ai Gesuiti, nelle scuole elementari, altri ecclesiastici secolari che non seguissero la loro dottrina, fino a nuovo* ordine. Senonchè appena eseguita l'espulsione, venne l'ordine di sospendere l'esecuzione delle istruzioni, e di sostituire invece ai Gesuiti maestri laici. O soltanto allora aveva trionfato l'intendi­mento di rendere il ..più possibile laica- la istruzione, o si era riflet­tuto che, data- questa intenzione, era meglio attuarla fin da principio per evitare la destituzione dei preti nominati. Comunque sia, il contrordine arrivò inatteso, e sconcertò non poco i Presidi, i quali in gran parte avevano provveduto alle nuove nomine, d'accordo con l'arcivescovo della diocesi cui appartenevano (177). L'imbarazzo-era cresciuto dalla scarsità- o dalla totale mancanza dei laici all'info gnamento. H Nunzio, riferendo l'intenzione dichiarata del TanuGci di non Voler altro che secolari per maestri, scriveva : Quel che più specioso e strano, vuol che nelle Provincie ancora si tenga lo stesso metodo benché si sappia di certo che in esse, eccettuato pochi preti secolari, che sanno leggere e scrivere, ogni persona è sfornita anche di questo requisito (178). Il Governatore di Capua infor­mava infatti il Tanucci che in un territorio tanto vasto come quello della sua giurisdizione, pochi erano i laici che sapessero qualche cosa di più che leggere e scrivere (179). Lo stesso riferiva il Gover­natore di Castellammare (180).
Non aveva torto il brioso Galiani : Ora io prevegg'o e profe­tizzo a V. E. una difficoltà che non sarà piccola, ed è che si sten­terà assai a far entrare in capo ai miei spregiudicati paesani che il mestiere dell'insegnare sia qual veramente è, il più nobile e il più degno dell'uomo. Diranno molti: e' lo si' marchese vo' abburlà, i'
(177) In quasi tutte le relazioni sull'espulsione si dà conto della, sosti­tuzione del preti nell'insegnamento della grammatica, a tenore delle istruzioni.
(178) Calcagnini a TorrJgiani, 22 dicembre 1787: A. V. Nunz. Napoli,, cod. 290.
(179) 27 dicembre: A. S. N. Segreteria Acton voi. 30, ine 1.
(180) 23 novembre: A. S. N. Affari dei Gesuiti, 187. Su la lettera stessa si trova questo appunto di mano del Tanucci per la risposta : Il Re non vuol preti. Se non ci sono secolari abili, si sospenda tutto finché da S. M. non si darà la provvidenza .