Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI (REGNO DI) ; COMPAGNIA DI GES?
anno <1928>   pagina <811>
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principale dei quali era il Collegio Massimo di Napoli. E' nota la partecipazione di Antonio Genovesi, allora professore all'Univer-sitài, ai provvedimenti che si diedero per la fondazione, nell'antico Collegio Massimo, delle Scuole Beali dei Salvatore. Non risponde alla verità però quello che fu ripetuto e affermato in proposito, e cioè che il Genovesi fosse stato incaricato di formare nn piano di studi, e che il piano adottato nelle Scuole Beali sia stato desunto da quello presentato dal Genovesi (190). Il Genovesi ebbe l'incarico, ai primi di dicembre del 1767 di proporre i maestri per le nuove scuole che si dovevano istituire nel Collegio Massimo. La forma del messaggio non dovette essere chiara, perchè il Genovesi credette di corrispondervi presentando un piano delle materie d'insegnamento. Questo era formato con l'intenzione che il nuovo istituto fosse nn complemento dell'Università cui mancavano parecchi insegnamemi che il progresso delle scienze aveva resi necessari. Vi si propone­vano 19 cattedre. Ma il grandioso piano dell'illustre filosofo ebbe la misera sorte di essere messo da parte, come una cosa inu­tile, con un appunto del Tanucci per la risposta, nella quale si do­veva dire al Genovesi ohe egli non era stato consultato per il piano degli studi, già fissato, ma per la scelta dei maestri (191). E nella risposta, il Tanucei significava inoltre che il piano era stato formato col criterio che le scuole dovessero essere le più simili a quelle che facevano i Gesuiti riguardo al sistema e migliori riguardo ai metodi (192). Non più efficace risultato ebbero le proposte di Fer­dinando de Leon. Questi il 2 dicembre, mandando al Tanucci che si trovava col Be a Persano gli appuntamenti dell'ultima Giunta commentava le proposte delle nuove cattedre consigliando che e discipline non fossero le stesse insegnate all'Università, ma piut­tosto si fondassero cattedre di fisica, metafisica, matematica, storia che all'Università erano scarse e insufficienti. Suggeriva inoltre di designarvi valentuomini come il Genovesi, sopratutto, il Martini,
(190) OuUmti, Elogio storico del signor Ab. Antonio Genovesi, Napoli, 3.7,755; p. 144. Napoli - BiynorelÉ, Vicende della coltura nelle Due Sicilie, Na­poli. 1811 II* ediz., tomo VI, p. 172-
(101) Il Galanti, nell'Elogio, traccia il plano del Genovesi desumendolo da lettere ed abbozzi, pp. 145 e segg. L'originale mandato al Tanucci dal Ge­novesi con lettera .'del. 3 dicembre 1767 al trova in A. S. N, Affari del Gesuiti, t. 185.
(192) 22 dicembre 1767 minuta del Tanucci: ivi.