Rassegna storica del Risorgimento

BORMIO
anno <1928>   pagina <834>
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834 TùUte tJmngia TazBoU
chiare i pochi battaglioni bavaresi rimastine a guardia e ad impa-dipònirsi della città. Cosicché, inebriate dai successi, nJiKmeTQse ban­de di insorti scesero a saccheggiare nelle vallate limitrofe spar­gendo desolazione, terrore, eccitando alla rivolta, a mala pena con-­tenute a Nord dalle guarnigioni bavaresi, ad est dalla divisione Rosea, a Sud degli scarsi presidi italiani (16). L'interno del Regno Italico, avendo l'esercito del Viceré oramai oltrepassato! confini in Carnizia e Stiria, era pressoché sguernito di truppe. Fiorella, gene­rale di divisione, era stato collocato a Verona; il generale Peyri sulla sinistra dell'Adige; l'Ispettore Generale, della Gendarmeria, Polfranceschi, aveva avuto ordine di recarsi in Valtellina. Si rac­colsero gendarmi, guardie di finanza, volontari, veterani, -Invalidi, guardie nazionali e persino guardiaboschi e, così, si potè porre nu argine agli insensati moti dei tirolesi e dei loro partigiani (17). 11 giorno 0 maggio giungeva in Valtellina un primo distaccamento di 80 francesi, raggiunto ben presto dall'Ispettore Generale Polfrance­schi con rinforzi di francesi ed italiani ed alcuni cannoni, n li detto mese attaccasi con successo i rivoltosi tra Ponte e OMuro e sgom­brasi l'Africa ove riparti di insorgenti cercano tagliare le comuni­cazioni tra il Polfranceschi ed il Comandante la Gendarmeria in Valcamonica pure in tumnlto. H 15 maggio Polfranceschi entra in Tirano : Edolo viene contemporaneamente liberata col ritiro, verso il Tonale, dei riparti austriaci e dei loro seguaci. La sommossa viene. cosi assopita ma non sedata. Essa condusse a numerosi pro­cessi ed a numerosi conseguenti arresti quantunque il Polfrance­schi, col suo contegno mite e persuasivo, cercasse di tranquilliz­zare gli animi tuttora qua e là in fermento. Il 20 maggio, senza preavviso, giunsero da Tirano a Bormio 102 soldati francesi con 1 officiale ed 8 gendarmi scortando il Comissario Consigliere di fettura Sig. Domenico Pelosi: col suo segretario si iniziò l'istrut­toria sul moto brigantesco bormiese. Scrive il Bardea come quei funzionari assumessero informazioni sui valtellinesi colà soprag-gionti per suscitare disordini giacché dei bormiesi non ebbero che a lodarne il prudenziale loro contegno. La troppa, però, si mantenne
(16) Veggasl per maggiori particolari CARLO AYMONLNO : La guerra alpina * Volume II, pag. 203.*
'(*9) Veggasl per maggiori particolari ALESSANDRO ZANULI : Sulla mi­lizia elaalpliia-ifcaUana 1796-1814. Volume H, Milano, Borioni e Seottij, 1845.