Rassegna storica del Risorgimento
BORMIO
anno
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1928
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pagina
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839
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La Co-atea dì Bormio sotto il Regno Italico 839
cesia, poco liete, hanno una ripercussionf dolorosa sul Regno e, per conseguenza, sul Dipartimento dell'Adda che ne faeeva parte.
Le sorjti lolla suerra che si combatteva in Germania ed in Italia volgevano assai tristi per le armi napoleoniche. Alla fine 0-tobre del 1S13 l'esercito del Regno Italico dalla Drava si era ritirato sino allrAdige colla sa a sinistra a Rovereto. Gli austriaci, padroni ili Trento, avevano inviato, subito* distaccamenti ad invadere le valli del Chiese, Mella, Oglio ed Adda onde portare lo sgomento nel paese a tergo dell'esercito italiano. Il" Regno era allo stremo delle proprie forze: tutte le risorse disponibili erano state adoperate per fronteggiare, nel Veneto e nel Polesine, l'avanzata nemica. Le Valli dell'Alto Bresciano e la Valtellina si trovavano sguarnite. Al generale Bonfanti dai Viceré Eugenio venne affidata la difesa delle regioni minacciate e quegli sa affrettò a raccogliere tutti i gendarmi, finanzieri, guardie forestali, compagnie dipartimentali di riserva, operai degli arsenali ed alcune compagnie di bersaglieri volontari in formazione per fare argine al nemico incalzante. La Guardia Nazionale Valtellinese non aveva risposto alla chiamata : il paese era infestato pin che mai dai disertori, renitenti e fuorusciti mentre il clero, ostile, sobillava, la popolazione in Valtellina in favore de-gli Svizzeri Grigioni, in Valcamonica in favore degli Austriaci. Le forze, nelle due vallale* sa riducevano alle seguenti:
in Valtellina : in Valcamonica :
Gendarmi a cavallo 33 10
Gendarmi a piedi 50 20
Soldati del 1 di linea 70
Compagnia di Riserva dell'Adda 104
Compagnia di Riserva del Serio 90
Guardie di Finanza 44 10
Totale 301 130
11 Capitano di Stato Maggiore Balathier inviato da Milano in Valtellina per organizzare la resistenza, cosi dispose le forze iu Valtellina:
100 uomini a Bormio 11 uomini all'Aprica
60 a Mazzo 69 a Sondrio
60 a Tirano Le forze disponibili in Valcamonica furono collocate a Ponte di Legno ed Edolo: a Breno, però, rimase il maggior numero come