Rassegna storica del Risorgimento

BORMIO
anno <1928>   pagina <840>
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840 Tiitìio TJmngia Tuzzoli
riserva. In Valcamonica il Comando venne affidato al Capitano Gia­como De Benedetti dèlia Riserva del Serio, uomo valoroso ma vec­chio ed ammalato ; in Valtellina al Capitano Pier Luigi Masi Oav posqiiach'oue della Gendarmeria inadatto alla carica pel suo ca­rattere incerto e poco coraggioso, pei la sua poca capacità e, so­pratutto, pei suoi screzi col Prefetto del Dipartimento dell'Adda. Rezia (24). Vedremo, infatti, come quegli si comporterà nel presente-difficile momento.
Il 5 Novembre dal Tonale cala su Ponte di Legno il Capitan* Austriaco Zaboy con 200 fanti e 25 cavalieri che si spingono sino a Vezza. Giunti di rinforzo 300 Landschùtzen condotti da certo De Angeli di Valle di Sole gli Austriaci occupano Edolo e l'Aprica giacche davanti alla prepoderanza numerica nemica il Capitano De Benedetti si era ritirato a Chiuro sperando, quivi, nell'appoggio del Masi. Ma il Masi anziché sostenere il De Benedetti a sua volta si ritira su Morbegno.; poi si avanza su Teglio, poi di nuovo si riti­ra a Sondrio e vi rimane. Le voci allarmanti di una invasione au­striaca in Valcamonica e la condotta incerta e paurosa del Masi condussero ad uno sbandamento quasi generale delle milizie specie per quelle di Valle d'Oglio. Ai ripetuti solleciti del Prefetto Rezia il Ministro della Guerra, FontaneHi, inviava a sostituire il Masu inadatto, il' Colonnello Francesco Neri (25) Questi raccoglie imme­diatamente da ogni parte (comprese le alte valli del Boriniese) ogni
(24) ABCHTVfM' ini !. jg JiLAtj) E Cartelle militari ( cart. n. 47) Rapporto sulla situazione militare in Valtellina e Valcamonica al, 10 ot­tobre 1813 del cairitano Balathier all'aiutante comandante Lechi in Milano.
(fjv) Il colonnello FRANCESCO NERI era nato a Ferrara nei 1774. Fede­le campagne d'Italia, di Spagna, di Russia. In tutte si distinse talmente da essere decorato delia Legione d'Onore, della Corona ferrea e fu promosso nel 1813 per merito di guerra a Colonnello. Sciolto, nel 1814, l'esercito del Regno-d'Italia allorché molti ufficiali d'Italia passarono nell'esercito austriaco egli vi si rifinì:?) benone gli venissero assicurati 11 grado e lo stipendio. Ritiratosi a Milano visse più cne modestamente forse nel dolore di vedere la Patria ri­caduta sotto il servaggio straniero. Nel 1815 obbedì alla chiamata di Munì e pjtìitò nell'eserciirQ napoletano sino alla caduta del Regno. Svanito anche-quel fugace sogno di Indipendenza il Neri emigrò in America e mori ii S. 3 maso a soli 43 anni di febbre gialla. Bella e fiera figura di militare, di orga-uizzatore e di patriota, egli ci ricorda, in parte, la figura di un nitro colon-nelo, Enrico Guieclardl, di lui piti fortunato e che si distinse pure in Valtel­lina, negli anni fortunosi del 48, 50, 66. Al Neri fu intitolato ad Edolo la caserma degli Alpini, in quella Valcamonica alla cui difesa aveva tanto coo­perato.
Per maggiori notizie sul Colonnello: Neri confrontisi :