Rassegna storica del Risorgimento

MUSEI
anno <1915>   pagina <370>
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3?0 Mmief-Ar0hivi e Biblioteche
list tunica forata da proiettile del volontario Guglielmo Bandini, fe­rito gravemente a Madonna della Scoperta, la sciabola, sciarpa e fotografia del generale Pautrier, veterano di quattro campagne, due volte decorato al valore, e, in fine, 1' impugnatura della sciabola, la cui lama, per un falso colpo dato, andò in pezzi, quando il ca­pitano Arrigosi prese a sciabolate due bavaresi pontifici che al­l'assalto di Monte Pelago (Ancona, 1860) gli spararono a brucia­pelo un colpo di fucile.
Una vetrina contiene varie memorie e cimeli del generale Ma­cedonio Pinelli che tutta la carriera, fino agli ultimi gradi', percorse nel corpo dei bersaglieri; tunica e camicia forata da un proiettile, spalline, sciabola, elmo e spadone da teatro, col quale, giovane e ardente patriota, combattè contro i gendarmi austriaci del Buca, nell'insurrezione di Parma (marzo 1848). Vi sono anche la sciarpa di servizio, gialla, del tenente De La Eochette, ufficiale d'ordinanza di Lamoricière, fatto prigioniero ad Ancona dal sergente Melotti del 14 battaglione bersaglieri, e la sciabola del colonnello svedese Axel Ivar Key, poi aiutante di campo del r Gustavo Adolfo di Svezia, Che, arruolato nel 20" bersaglieri, prese parte alla batta­glia per la presa di Boma.
Numerosi oggetti e cimeli si riferiscono alla campagna contro il brigantaggio, nella quale i bersaglieri ebbero parte importante e gloriosa. V è uno stile e un amuleto del brigante Coprariello, cat­turato e fucilato, .ilei 18G2 dai bersaglieri del 13 battaglione, un coltello da caccia del brigante Angelo Benda, un pugnale del capo brigante Gallo-Serra, ucciso nella Sila dai bersaglieri del 35 bat­taglione (1863), due fotografie, due lettere autografe, e un pugnale appartenuto al brigante Giuseppe Straface d;i Modigliano (Aquila), un pugnale dei capo brigante Ninoo Nanco, cui fu preso, in un combattimento corpo a corpo, dal tenente dei bersaglieri Cesare
Ctoni.
Fra i quadri merita di essere ricordata una tela che rappre­senta il generale Fanti che s'arrampica sulle rovine di una torre, per spiare le mosse dei Borbonici, e la riproduzione del quadro che si conserva nella galleria d'armi di Vienna, fatto eseguire dal conte Bodakorsky, che comandava il 13 ulani a Villafranca e, prima del famosuadrilatero, nrto.fcQ vanguardia dei bersaglieri. La figlia del canta donò la copia, che rappresenta appunto quel fatto d'arme,