Rassegna storica del Risorgimento
BORMIO
anno
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1928
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pagina
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844
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844 Vitàtio OmwgM Tazzoli
gigione, ginrnì saldamente l confini WQ M Svizzera; è. si dichiarò pronto a respingere *pi0tife còlla teza (31)>
Il 17 Aprile il Lan damatici eli Vaile Bregaglia sopra Posto (Comandante le truppe grìgi oni stazionate in Vali Bregaglia ed *u Valle PoseMavo e Commissario del Governo grigione) Rodolfo Massimiliano Salis-Solio da Solio faceva pervenire la seguente lettera al Colonnello Neri :
1" Considerando le notizie ufficiali pervenuteci dalla Francia eie . itstjiaaìio più VSernn dubbio sulle desMnsione dell'imperatore Napoleone dal trono di Francia e la di cui conseguenza pure, lo scioglimento del Regno dtaTìaj-
2 Considerando: M 'diruppe al lenito occupano Milano;
3 Considerando che S. A. S. il principe Scuwarzenuerg, generale in capo delle Armate alleate, nell'atto del suo ingessò in-Svizzera -con suo proclama e nelle diverse note ministeriali delti. Signori plenipotenziari delle Corti alleate viene guarantita la reintegrazione delle Provincie state smembrate dalla Svizzera;
4 Considerando, infine, i diritti imontrastaìnU del patisti dei <w/wm sulla Valtellina e sul Contado di Ohiavemia in special modo:
(31) Giunti oramai al termine della secolare dominazione grigione nelle valli dell'Adda nell'apprestarei all'epilogo di essa ci sìeno permesse alcune considerazioni sul dominio preteso e mantenuto dalla Svizzera su regioni di confine etnicamente e geograficamente italiane e sull ' intedescamento di esse e delle regioni ladine situate pure al nostro confine.
Per essere obiettivi dovremmo rilevare e mettere a nudo i mali ed i danni gravi (e, sotto alcuni riguardi, maggiori di quelli Ìnsiti al dominio Hetico) re catl atillà Valtellina e Contadi, durante l'azione e la dominazione, per quanto temporanea, del francesi, germanici (imperiali:), austriaci e spagnoli. Noi vedremmo come fosse migliore il deplorato periodo dell'influenza politica dei Pontefici su questo fortunato territorio ridotto, quasi, campo aperto d'ìjk tese ?: pattuglie per le maggiori potenze europee. Le organizzazioni statali napoleoniche (Repubbliche Cisalpina ed Italiana e Regno Italico), con tutte le loro miserie economico-sociali, avevano, però, ridestato negli animi la coscienza nazionale in questa larga regione alpina peonie la ridestarono in tutta la penisola) sebbene, forse,, in modo meno accentuato che altrove. Era conseguente e necessario, quindi, che al Congresso di Vienna la regione rimanesse italiana, entro i confini della patria comune, Ricordiamo che un'altra regione italiana, la Ticinese, (che pur aveva avuto un rapporto di diretta sudditanza Aitila GQìitéÙèùzfané' llàveéÉBai e non da un oZo cantone come la Valtellina l'ebbe dai GrigloflU net momenti In cui si agitavano le libertà politiche e nazionali poto rlùìanierte, .afta Svizzera soltanto perchè, opportunamente allora, si provvide a costituire fti '03clno in ffitntorièì almeno formalmente, todipundente. Ma, come l'Austria dopo li 1859 e 1866, la Svizzera (bat-