Rassegna storica del Risorgimento

BORMIO
anno <1928>   pagina <857>
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La Contea di BorthAo sotto U Regno ItàHco 857
della sudditanza austriaca da un. lato e della unione colla- Svi azera dall'altro ed in fine si decise wwwre delegati a Viewiia onde lavo-roiM per maone, anche di diritto, del Dipartimento dell'Adda. Sì deputò a questo scopo dì recarsi a Vienna (colà era riunito ffli Congresso interalleato) Diego Guicciardi e Gerolamo Stampa mu-ìiuiti di due indirizzi l'uno per Sua Maestà l'Imperatore e Be Fran­cesco T, ralttì per S. E. il Feld Maresciallo onte di Bellegar-de (i5). Il Podestà di Bormio, Nicolina, come possiamo arguire dal resto della riportata corrispondenza, sottoscrisse gli indirizzi suo malgrado, ed il bormiese segretario comunale Bracchi (con stile, in­tero, un poco enfatico e poco riguardoso verso il suo diretto supe­riore) in merito alla adesione forzata del Nicolina alle decisioni di Sondrio, così scriveva al parroco di Livigno Don Silvestri: Io avrei dato saggio di maggiore franchezza e 'piuttosto che accondiscen­dere avrei lasciato la vita sul palco (46).
Giunta infati a Bormio la notìzia dell'operato del Consiglio del Dipartimento dell'Adda si affrettarono i Bormiesi ad insistere coi prevosto di Livigno, Don Silvestri, perchè si decidesse a partire.
(45) BOMEGIALLIOp. Cft. VOI. V, pag, -44
~'Qtì TORLAI, Bormio vecchia :: Ricordi ed episodi storie! del vecchio Contado - (Sondrio, Società Tlpografica-Lltografica Valtellinese, già Qua­drio, 1907).
Il sentimento profondo dell'autonomia e della Indipendenza non era sola-'lliente sviluppato nel piccolo Contado di Bormio, sentimento che, quivi; si basava essenzialmente su un passato a .lini favorevolissimo per rivendicare quasi un diritto. Accennammo già come il movimento rivoluzionarlo di una regione ben più. ricca e più vasta, quale la ticinese, al tempo della Repubblica Cisalpina tendesse 'ad mia vera e propria autonomia. Tale sentimento colà, anche pel passato, non èra mai stato sopito. Allorché venne aiipp1 nel: Ticinese il dominio degli Sforza, l Ticinesi aspira/rono, e non essi soli, aliti-, propria indipendenza. Colla forza 1 Confederati Svizzeri occuparono Belllnzona e la Valle del Blenio (1503) : pochi anni appresso: prendevano Locamo., Lugano, Men­artelo mentre ri Griglerai si impadi-onivauo déMe Alte Valli dell'Adda w :<3.t* signorie di Chiavenna e Bormio (1512) nettateti confermati ed allargati alla pace del 15]6. Checché ne dica il Pomctta (E. POMBTTA: L'adesione del Tici­nesi alla Svizzera)), Rivinta Tleino,i>BerMt, anno ITI fascni - 1927) i Ticinesi dovendo scegliere, non potendo essere autonomi. : scarso entusiasmo avendo pei francesi, focatamente accolsero udi huona volontà il nuovo assetto po-Utteo ed i nuovi signori. Ricordiamo, ancora, che allorquando il Contado di Chiavenna passò a formare 11 Dipartimento del Larlo la Valle di San Giacomo, Volle de) l.lro che di detto Contado faceva parte, era decisa a non essere Incorporata nella Cisalpina, decisa nel volere conservati i propri! rapporti colle Xghe Grigie Tanto b vero che mandò Deputati a Milano a protestare per la forzata annessione, avendo sempre goduto privilegi e prerogative non poca? riconosciute e rispettate dalle Leghe. In possesso di diritti a lei esclusivi, pei