Rassegna storica del Risorgimento

BORMIO
anno <1928>   pagina <861>
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ha Contea di Bormio sotto: U Eegno Italico 861
un espresso che mi porta la notisÉgi dell'aggregazione della Valtel--lina .Contadi alla Svizzera. Secondo le dichiarazioni di Vienna questa dovrebbe formare un corpo solo col nostro Cantone . La notizia veniva subito trasmessa a Bormio. Ma queste comu­nicazioni se rallegrarono non tranquillizzarono perchè di uf fi-ciale fr Jion vi era nulla.. La diplomazia continuava nei suoi intrighi impegnata in ben più grandi interessi che non fosse il mantenere l'indipendenza del vecchio Contado. E in Bormio, in questi primi mesi del 1815, permaneva il doloroso dubbio e la lotta tra i due par-Mia.
Il Capo dei Milanesi Giacomo Casimiro Pichi, guardava <jon occhio bieco e truce l'altro Capo degli Svizzeri, il segretario Bracchi, poiché, se nominalmente era il Podestà che dirigeva il partito di adesione alla Svizzera, era, per verità, il Bracchi che prendeva le iniziative, compilava le lettere e le Memorie ed organiz­zava le spedizioni (49).
Così anche questa volta noi troviamo, in questi ultimi mesi di vita del Contado mesi di passione , i vecchi sognatori del pas­sato e che nel passato di tranquillità, di benessere economico e di indipendenza politica volevano rivivere, ed, accanto ad essi, le per­sone, di uno spirito più illuminato e più largo che non dalle tradizioni ristrette locali ma da una concezione più larga di patria e di nazionalità (realizzata sia pure attraverso durissime prove e più dure delusioni sótto il periodo napoleonico) volevano Bormio unita agli altri italiani. Come al tempo degli Imel'di e degli Alberti, come al tempo del Lechi e del Bruni, capeggiavano queste due ten­denze, come vedemmo, due nobili: Pier Antonio Nicolina e Giacomo Casimiro Pichi. n primo, Pier Antonio Nicolna, aveva testimo­niato, attraversa lo Suocero Lechi, a tutte le brutture di una sfre­nata licenza e, quasi per creazione, voleva ritornare all'antico regime ove si erano, pure, distinti tanti dei suoi Maggiori (50). Il secondo ehe già vedemmo in missione col Bruni dal Bonaparte, dai contatti
(49) TORLAI. (Hi. clt. pag, 41v
(50) >ei Scolina e pel Solfo attaccamento e devozione agli interessi ilei Contado basterà accennare al canonico teologo P. Antonio Nicotina che venne assassinato, a tradimento, da certo Francesco Scliena con tre coltellate, presso la chiesa di San Vitale In Bormio, quale principale sostenitore degli Interessi della Comunità e dal Capitolo della Collegiata contro l soprusi e gli abusi dui Barnabiti e dei loro partigiani (5 giugno 1784). Vedasi per notizie più detta­gliate ToRirAXf op. dt. nel Capitolo : I Barnabiti a Bormio >