Rassegna storica del Risorgimento
BORMIO
anno
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1928
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pagina
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862
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862 Tullio Ui'a<n:h' ìm
colle idee nuove e dai nuovi ordinamenti pensando giunto il momento di scegliere definitivamente tra i tedeschi Grigioni ed i milanesi Italiani, sebbene sotto temporaneo dominio austriaco, propugnava Pannesione al nuovo Viceregno Lombardo-Veneto.
Anche il Pieni nelle tradizioni del passato sentiva fortissimo l'amore pel proprio paese, amore che era insito nelle buone tradizioni della famiglia (51). Meno opportunista, forse, del Medina, che, in un .primo tempo, spalleggiò il suocero Lechi, e fu pronto, poi, ad abbandonarlo nel momento del pericolo, èvehe anche ora, non esponendosi, lasciava scaltramente al segretario Bracchi le fatiche, J[ pericoli e le spese, desideroso del suo posticino di Beggente o di Podestà che ormai pensava assicurato per molti anni tornando il tollerante dominio Grigione.
n Olerò dividevasi in due gruppi: i più coli'5Arciprete- Pietro Antonio Sertorio erano per l'unione alle Leghe Grigie. Ignazio Bar-dea, che troppo aveva studiato e vissuto a Brescia per non comprendere i Vantaggi di una più grande patria italiana (come Italiana era Bormio, per lingua, costumi, storia), stava col Picchi per quanto lo consentiva la sua naturale riservatezza. Altri rimanevano in attesa indifferenti come Stanislao Alberti, ultimo superstite, in Bormio, di questa illustre casata (52).
La vita, del resto, nel decennio del Regno italico (1805-1815), in Bormio per lo meno se non nelle Vallate, era abbastanza tollerabile. Forse il Compagnoni nella sua Cronaca , figlio del popolo e portavoce della grande maggioranza contadina delle Valli che lavorava duramente e sopportava in silenzio ancora i più duri sacrifici finanziari, esagerava alquanto i mali della Patria come fece il Foliani nelle sue Memorie . In realtà non mancavano passatempi, svaghi e licenza: svaghi e licenze dovute forse, come un certa reazione al passato, alle giornate tumultuose e cruente della
(51) In quanto ai De Elòtjki o "Picchi Imparentatisi colla nobile famiglia-bormiese dei De Zuccona, a cui succedettero nel diritto di jus patronato nella Cappella del Boati Angeli Custodi nella Collegiata, basterà ricordare la figura del dottor ITranceaco, cui accenneremo più innanzi, sia per 1 suoi studi scientifici sulle acque termali di Bormio e Santa Caterina, aia per la parte attiva pre*a, quale fervente patriota, nelle guerre dell'Indipendenza, specie nel
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(52) Dal suo matrimonio colla Balia non ebbe òhe tre figlie : Elisa, sposa al conte Salis; Dorotea, sposa al nobile Quadrio di Tirano; Costanza, sposa ad-un avvocato di TegUo.