Rassegna storica del Risorgimento

BORMIO
anno <1928>   pagina <869>
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La dentea, di Bormio sotto il Regno Ita/Meo 869
Il Signor Conte Peregalli ha. avuto lnearieo da Sua Escol? lenza il Conte Feld-Maresciallo Commissario Plenipotenziario Bel legarde di prendere possesso di questo Dipartimento fa nome di Sua Maestà Imperiale e Beale. Egli si troverà in questa Centrale (Son­drio) per il giorno 22 aprile per dare luogo, il giorno successivo, alla pubblica solennità eoi canto di un Solenne Te-Deum nella Colle­giata. Invito all'augusta funzione i Consiglieri Dipartimentali,,, ) Podestà, Sindaci, Parroci ecc .
Ed andarono volenti o nolenti al Te-Deum il Podestà e gli anziani in carica...
Così dopo otto secoli non ingloriosi cessava definitivamente di vivere la Magnifica Terra ! (6I7).
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Gli storici e gli studiosi di questo periodo travagliato di storia bormiese, potranno, forse, essere tratti a giudicare erroneamente sul patriottismo di questa popolazione. Ma non bisogna giudicare tropi? pò severamente, e molto, meno con male animo, i continui, disperati tentativi di Bormio, od, almeno della maggior parte dei suoi abi­tanti, per unirsi ai Grigioni. Non bisogna dimenticare il suo passa­to e, sopratutto, le dolorose esperienze ultime e le amarissime de­lusioni subite eoi sorgere della stella napoleonica. Bormio, dopo tutto, non cercava ebe la propria indipendenza; non cercava ,cjb* una tranquilla laboriosa esistenza all'ombra delle sue secolari IgJ mocratiche istituzioni per rifarsi dai gravissimi e contìnui danni sofferti. Non rifiutava la propria italianità ; voleva essere ita­liana* ma libera più che fosse possibile nella .sua vita e nel suo go­verno. D'altra parte unendosi, col resto della Valle, al Veneto ed alla Lombardia, Bormio, ora, rientrava, in una più grande Patrii a cui era indissolubilmente legata, da secoli, per lingua, per costu­mi, per religione. Se il sogno dei più gloriosi e sinceri patriotti quali il Colonnello Neri, Giacomo Casimiro Pieni e parecchi altri bormiesi si avesse potuto avverare e trovare la sanzione delle Poten­ze riunite a Vienna colla continuazione di un Regno Italico più forte
(67) Le tentate prattche per l'annessione ai .Bigioni costarono piuttosto care ai già dissanguato Comune di Bormio. Le parcelle delle spese sostenute dal commissari Silvestri, Motterlini e Bracchi salirono a lire 2861, cospicua somma dati i tempii e le misere risorse della Comunità.
Vedi BABBEA ed ARCHIVIO. OoMUDfAiaD. - B. :Flo Istituto Scolastico, Bormio).