Rassegna storica del Risorgimento

NORTON (FAMIGLIA) ; MARONCELLI PIERO
anno <1928>   pagina <931>
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Piero MaroncéUi in America 93 *
ìutnnluzione sua; e due delle Mie Prigioni, per la prima volta stam­pile fc teatro italiano da uu lato, la versione francese dall'altro le mie addizioni, in Une d'ogni capitolo rispettivo, e la gran diser­tasene mia sul massacro di Trina et. et. et. chiude affatto il vo­lume ed è seguito dalla conclusione, come si legge nella edizione di Baudry (88).
Per un istante, dunque, sembrò che Maroncelli stesse per go-diifc un momento di felicita-. Ma per il disgraziato esule quefto era impossibile. JSfon trascorse lungo tempo prima che le speranze d:-Marotìeetji si dileguassero pei* impreveduti problemi e difficoltà, che sorsero durante il lavoro di pubblicazione. A momenti sembrava che. il progetto dovesse essere del tutto abbandonato e il 29 dicembre (1834) Maroncelli scriveva a Mr. Norton la seguente lettera :
La vostra, sempre a me ben aceetta lettera del sei corrente parvemi iscritta da voi innanzi all'ultima min. e non so nascondervi che la notizia ch> in essa mi davate, 1 che 1 sottoscriventi non erano giunti a più di 250. 2 che neppure sapevate se in tali circostanze un'offerta vi si farebbe, mi mise nella più grande costernazione (89). Voi capite, mio dolce amico, che dopo rotte le perdite latte l'anno passato con l'opera io aveva ed ò piaghe che la pubblicazione di questo libro solamente mi dava speranza di poter risanare. Ebbene, udendo, dopo tanta bontà e sforzi vostri e di diversi altri amici miei che non se ne sarebbe forse potuto ricavar nulla, v'assicuro che allora n i sono seriamente domandato se non sarebbe stato meglio di non pubblicarlo affatto. Perchè infatti questa pubblicazione non doveva servire alla gloria di chicchessia, ma bensì ristorare un poco la borsa emunta del povero pub-biieatore: ora se questo scopo non era ottenibile, la pubblicazione diveniva un'assurdità. .
La situazione finanziaria peggiorava quando il 6 febbraio (1835) Maroncelli scriveva al Prof. Norton : La proposizione del Sig. Da-ponte non essendo un fatto ma xtna speranza di collocare le mille copie per le quali ei segnava, ò creduto bene, per evitare ogni dub­bio, di non accettarla. Voi vedete bene che, ammessa anche una sicurtà, da parte del Sig. Paponte, di 2.500, se poi avesse domito pagare senza averli venduti, mi avrebbe fatto gran pena, perche non è ricco, non fa il mercante di professione, e trattandosi
(88) Lettera inedita del 1 dicembre 1884, posseduta da Miss Norton.
(89) Sembra ><e manchi un aggelavo qui. Riproduco la lettera Integrai mente.