Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA
anno <1928>   pagina <988>
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988 Jnj"l CKgì'eifM Moriate di Bologna
<bm:a pomeridiana del W NovemÒw.
Alle ove 14 e 30, essendo presenti e testegjati POn. Senatore Zìppei e il Cir. Uff. OaUavresi il Presidente Oonij ffcioni liede la paiola al prof. E*tore Meb, il quale con efficace esposizione ? trattenne l'uditorio sul mai*tire bellunese Jaeopo Tasso, generosa precursore di Pier Fortunato CSals e rilèri atani episodi poco noti della nosifera ultima guerra: il prof. Giovanni Maioli parlò del Car­tesio della Società "Nazionale conservato nel Museo del Risoi*-gimento di Bologna e relativo al periodo 1859 e 60, augurandone Pintegrale pubblicazione, mercè la cooperazione morale e finanzia­ria di tuifff Comuni interessati. Indi riassume una sua elaborata e (lotta memoria su Patriòti bolognesi e romagnoli condannati dal­l'I. R. Tribunale Militare Austriaco residente a Bologna nel il!8ó5 .
Riferirono quindi brievemente il dott. Guido Pantanelli del R. Archivio di Stato di Bologna su Alessandro Dumas e. polizia pontificia e M cavi festone Morini dello stesso Archivio su La Società degli Amici d'Italia . Infine il prof. Giovanni IfefcMi ri* chiamò alla memoria dei presenti il giobertiano bolognese Vitì*" cenzo Ferranti tracciandone un brioso profilo e accennando lai. valore delle sue numerose opere filosofiche e politiche, oggi sjcono-sciate o dimenticate.
Dopo di che il Comm. Orocioni, dichiarata chiusala serie delle comunicazioni, così riassume i lavori del Congresso e i loro ri­sultati :
Il XVT Congresso, svoltosi nella stupenda Sala d!èì Teatro Anatomico, riuscito, sia lecito dirlo, non inferiore ad alcun altro precedente per concorso di studiosi, per intervento di autorità e a per quantità, di stampe offerte ai Congressisti ;ei! pare abbia su- perati gli altri per altezza dì temi e nobiltà di discussioni.
tf Tatti noi abbiamo sentito che questi giorni, in questa Aula, mediante comunicazioni e dibattiti, sì è rivelato un crescente ar­te doro par gli studi della Storia del Risorgimento, ed anche un più <c alto e sicuro concetto della importanza civile, educativa e poli- tica dei nostri stadi. Abbiamo sentito che ormai* dalla esplorazio- ne e valutazione delle cronache, dalle carte, dai cimeli, dalle in dagini su singoli uomini e singoli episodi, si viene passando a poco a poco* quasi senza ehe ce ne accorgiamo, a trattazioni più vaste, d'indole generale, d'interesse nazionale, nelle quali confluì-. <i scono i contributi degli studi passati e dei presenti come i rivoli