Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1915
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pagina
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390
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80 MbMiymfia
Lomellina. Quel giorno stesso era già costituito il Comitato di Mortara per organizzare una spedizione di soccorso, coli'intento più vasto di prestare man forte non solo ai Lombardi ma anche ai Veneti ; il giorno stesso il segretario del Comitato, avvocato Carlo Pranciomi, informava in tutta fretta dell'avvenni costituzione il Governo Provvisorio di Milano.
Giovanni ToBtt,; patriota antico e intemerato, sorpreso a Novara dagli avvenimenti, suscitava colà la costituzione di altri comitati e scriveva a quello di Mortara concise, ma vibrate parole, intorno all'azione comune da svolgersi. Dal capoluogo irradiavano circolari incendiarie per tutti i comuni della Lomellina, appelli commossi ai cittadini più intraprendenti. In due giorni la cassa di guerra era già composta e numerosi manipoli di volontari partivano, inquadrati, verso il Gravellone (Pavia}, che era il punto scelto per la radunata.
Gli entusiasmi e gli slanci patriotici di quei giorni avventurati rima-, aero quasi interamente sconosciuti, dopo la fine dolorosa della prima guerra d'indipendenza e l'avvilimento in cui piombarono i più animosi patrioti : gli storici e i cronisti locali che trattarono di quel periodo si dimostrarono assai riservati e parchi di notizie e dedicarono soltanto qualche cenno fuggevole e sbiadito agli episodi più importanti, Francesco Pezza, amoroso e diligente cultore di istoria lomellina, avendo potuto aver tra le mani il carteggio del Comitato Centrale di Mortara, costituito di più che 70 documenti, lo ha molto opportunamente pubblicato nel presente opuscolo nuziale, e, in questo modo, non solo ha tessuto, colla maggiore efficacia, la cronaca completa di quelle giornate d1 idealismo e di patriotismo eroico, ma, insieme, ha portato fasci di luce non ingloriosa sulle vicende dell'animoso battaglione di volontari lomellini, ohe furono prima comandati, per brevissimo tempo, dal capitano Giuseppe Prina, poi, provvisoriamente, dal non ancora famoso Nino Bhrio.
Com'è noto, i Lomellini passarono più tardi coi Genovesi il Ticino e con loro giunsero a Milano. Ma prima, per il falso allarme che i Tedeschi stessero per varcare il contine al Gravellone ié*?penetraro in Piemonte, alcuni di essi, quei di Garlasco, fuggirono dalla liuea di schieramento. U Pezza, valendosi di alcune importanti lettere di Vittorio Verani, esattore mandamentale in quel tempo di San Martino Siccomario, ha potuto precisare meglio quel!' incidente quasi comico e giustificare anche il panico momentaneo di quei giovani che marciavano contro l'artiglieria ne-mica e le truppe regolari in pieno equipaggiamento di guerra, colParnia semplice del proprio cuore e con qualche vecchio fucile da caccia.
ERSILIO MIOHKI,.