Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <66>
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66 jF] GmiQMèQQ Suolalo èi Bologna
rada, di Taceste ove aneoraifonò: disponendosi sopra due line di.
Èra interni iinento dell'Albini dì attaccare, la squadra austriaca dentro *Meste> prima die le difese delta Clttav Sventassero, come divennero, più potenti j ma lo metteva in pensiero sia l'attitudine . incèrta delle navi napoletane (le quali infatti in seguito ad ordine 'del loro: I-te' abbandonarono Vimpresa partendo per Reggio il 13. grugno) sia la consideratone G1M> tracco; in porJo. avrebbe lanata la perdita di qualche legger nèWale a* Inf W mmWÈW e-quella di non danneggiare gl'italiani costrìnsero Albini a ordinare al . Miclmle die nella notte del 6 giugno si era troppo avvicinato alle batterie di terra <ii non rispondere al fttòco.
Kel caso però che gli austriaca uscissero f uorijr egli- aveva già formato il suo piano cH fattaceo, eli : aveva dato conoscenza a pitti i comandanti delle foMf
E tjtìi bisogna avverte die la tanica: navale; stava subendo m -, quel momento; una radicale trasforinazione in seguito alla adozione delle navi a vapoifi* 1 vascelli le fregate e le corvette unicamente a vela 'é die costituivano il nerbo della squadra venivano improvvi­samente svalutate : ma. un modesto piroscafo, anda;e: :.non, firmate acquistava valore grandìssimp in quanto poteva rimorcliiare in po­sizione conveniente i vascelli e(m le fiancate irte di cannoni. Biso­gnava mutare radicalmente i melodi di guerra, ma metterli rapida­mente in pratica non era agevole cosa.
La squadra dell' Ammiraglio Albini anche, se priva di qudla napoletana era sempre superiore a quella austriaca; ma vincolata dalla preoccupazione dei neutrali e senza ordini precisi, non si deci­deva ad attaccare e si limitava a piccole azioni diversive di cui diamo cenno.
Bombardamento di Caorle.
1) Oli austriaci dai due forti di S. Margherita e dì Caorle alle foci della Livenza, molestavano contìnuamente i trabaccoli ve­neti trafficanti su quella còsta.. n accordo col Governo veneto, l'Am­miraglio Albini il 2 giugni!) ordinò a Vjllaref, comandante del Be-roldoj di recarsi insieme ai TripàB, Mtìlfàtano e Roma con 6 barche cannoniere e sei piroghe venete cariche di uomini da sbarco, a sman- tei te quei tefci, dai quali ni loro apparite nel pomeriggio del 2 guglie, furono accolti con vivo fuoco di cannone.