Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1928
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pagina
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102
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" -XVI- QonffP?8Q Sfociale di Bologna
arte dì Stato. Senza essere frofondo conoscitore Pipere rilMJ egli aveva gusto sicuro vedeva giusto, e desiderala esamimy tempre il disegno delle medaglie, che àltta ornare dal direttore generale della zecca- Vivant Dènon, poi direttore generale del Museo Napoleone . j sapeva benissimo ciò clie volevate 'M. percezione era nitida e di getto. Rappresentatemi di sangue freddo, su nu destriero focoso a, disse a chi dover coniargli la celebre medaglia del passaggio del (Jrató )? Bernto. David, Andrie., Montignv direbbero cose interessantissime sulla collaborazione di Hapoleont? ai loro progetti di medaglie se potessero parlare. Si sa, p. es., elw* egli era contrario'.ài titoli degli imperatori romani, clipper oortèè gianeria volevano aggiuiàpÈé aj suofe quiudi niente Auffwtorjòr* ffitóàeò. neanche Qesm-e-. éhe sarebbe stato m un periodo bèllico appropriato al Veni mèi vici del Console; solo Tdmpprem* Èm Frcm* gads. e-) quantunque dovesse [sentirsi italiano, lo voleva tritìo in j francese, non in latino. GrdiMy me :é1 stèSe*, che, fuori di Parigi, non furono rispettati. Meglio così.
Da tutti questi particolari emerge il fMfò. ii la medagllaoaia poleonica sia notevole e degna (distudio, anche quando m>ì gi-uag?.* alcapolavoro, non solo dal lato storico deUft 3ÌKter.ì e togli atti di Governo, ma anche dal lato psicologico del cTatter- defi-lmpe ratore e delle fasi per :<xui passò la sua fisionomia, indice schietji quasi sempre dello stato d'animo e di óif<una del >Qiùde> Té nefi si può escludere anche la ricerca interessante, GÉC se ne trae dal lato della storia della medaglia ; poiché la. forma, se è per noi, oggi, fredda e muta, ci cannare sempre eletta, o per lo meno corretta, sempre controllo a sé stessa col confronto delle opere d'arte greche e romane. Soprattutto , sui rovesci, essa è ricca di tutti i segreti dell'archeologia e delle antichità classiche, e ilcordé ì miti fèliY belli dell'Eliade e di Boma, i cui dèi scendono d'ali'Olimpo, strumenti di potènza e di gloria all'Imperatoa? guasi fosse un '?;] redivivo, in eterna lotta col Titani.: Jf; iaii suoi contemporanei, coevi di Tborwaldsen e di Ganovaj bell'esaltazione imperiale Napoleone-, dev'essere parso risptoLcre, nello spMto estetico di ferirle, nèfe rincieivo ritratto di Àgusto, unendo il senso storico del suo tènipo con la visione risorgente della bellezza antica1,
JJ gassando Jt}ne su un terreno pratico di esecuzione, non essendo fconeesso di cojttplere a Bologna JTQimeiite lo studio della