Rassegna storica del Risorgimento
1802 ; BOLOGNA
anno
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1928
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pagina
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106
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I MOTI AKOTRÀJTÒÉSI DI BOLOGNA DEL 1802
Il pcìisiiMH?,politico dei profughi delle varie reazioni legittimiste, rifugiati in Milano cisalpina tra il 1796 ed il 1805, rappresenta, malgrado gl'inevitabili erramenti di quelle travagliate anime of-fense, a più esplicita e più solenne attestazione di fede unitaria eli e annoveri la storia della nostra Penisola e per ciò una chiaroveggente- anticipazione dì quanto a traversò- il processo stòxjo dei fatti venne realizzandosi in una specifica sintesi stataria.
8i è per questo che tanto il piemontese Vittorio Alfieri quanto il meridionale Francesco LomonaeO, pure procedendo da due opposti 'punti di; vista, si rivolgono concordi piò che ai loro contemporanei al <<: futuro popolo italiano perché profondamente convinta che la Patria nostra pure npnj fésséndo ancora come fattoi, aveva 'di ;giàr realizzata la propria unita" di spirito e di vita.
Tale presagio, a punto perchè dotato di una sua interiore realità, si. può dire non venne inai meno nella coscienza della .Nazione come sino dal febbraio del 1812 l'informatissimo Antonio Magheila faceva osservare al Re di Napoli a proposito del misogallismo del- antica scuola italiana degli Indipendentisti ; così che i magnanimi spiriti di questa poterono pienamente attuarsi non a pena trovarono un mezzo operante adeguato, la monarchia piemontese, Che servi di forza propulsiva e coordinatrice di tutte le più svariate e pure convergenti aspirazioni verso la patria unità.
Da ciò. l'interesse che pur oggi presenta io studio delle origini intriseche del nOJit Risorgimento e particolarmente del pensiero di quei piccoli nuclei di precorritori ai quali spettd !Ì3 iftgllijp), come disse no di essi nel 1799, dì aver dato il grido all'Italia sonnacchiosa.
Piccoli nuclei* fi vero, tanto che Alfredo Oriani non esitò a definire scultoriamente la nostra politica .rinascita come l'eroico sopruso d'una esigua minoranza; ma ci permettiamo di aggina-