Rassegna storica del Risorgimento

ANCONA ; 1832 ; FRANCIA
anno <1929>   pagina <67>
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La monarehia dì luglio 67
ebe, se la sorte lo ncÉtei<a'< fio. contatto eolle truppe austriaclte, lui - l'agente del non tnitiwgnto armato ahimè, ma/orò per esse e pei loro capi riguardi e attenstióm . Se non che, non sembra al Cu-Mères di potere attenersi a tale regola, quando gli austriaci mot­teggiano i francesi, avanzano, minacciano; in presenza di questi, fatti, il vecchio combattente napoleonico freme, e scrive nel 26 che egli va raccogliendo munizioni e organizzando la resistenza; mai ii suo mtìmtm si affretta a qualificare tutto ciò frustraneo, inamis sibilo, contrario alla volontà (lei governo e alle sue categoriche e ripetute istruMùni, E gli spiega che, se attaccato, egli non deve accettare battaglia : dopo avere fatto ciò ohe l'onore delle armi comanda, ritiratevi sulla flotta òWè nel porto . Il non inter­vento minacciava di convertirsi in una fuga dei francesi....
A completare l'opera di arrendevolezza vfei?sc gli austriaci, il ministro scrive al (tubière nel 1 aprile, esortandolo a prendere contatto, senza mostrare d'averne cercata l'occasione, col generale austriaco Grabowskj/, per prevenire giusta il volpino consiglio di T/uhòiv (Cèrtamente indettato da Mettgrnich.) dicerie e. in terpretassioni di inalammo . Al che dovette, per disciplina, ma a denti stretti, aderire il comandante in capo.
Questo contegno rendeva quanto mai penosa la situazione dei francesi in Ancona, anche perchè, mentre le autorità pontificie li consideravano intrusi e nemici., quelle stesse facevano del loro me­glio per mettere in evidenza che gli austriaci, invece, chiamati da. governo di Roma, erano loro specialmente graditi.
H Bernetti, infatti, diramò 0 fece diramare istruzioni alle au­torità locati, per protestare contro l'avanzata francese (lett. Gu-bières del 16 marzo) ; proibì l'introduzione di giornali francesi, inglesi e tedeschi (id. 16 marzo) ; e le autorità pontificie di Mace­rata cercarono di sollevare contro ; i francesi ì contadini di quelle campagne (id. 17 marzo).
Gli austriaci sobillavano, e ne godevano, ma ricompensavano male la protezione di Roma.. In un rapporto 10 maggio del capi­tano in missione de Oampredon al ministro della g.} si apprende che difatti gli a/ustriaci tenevano, nelle regioni da loro occupate, un contegno abilissimo, ma punto riguardoso e punto utile pei pontifici. Quando scoppiavano finse tra qualche soldato 0 civile di porte reazionaria e qualche liberale, lasciavano che costoro si pic­chiassero di santa ragione, e non intervenivano, sotto pretesto di non doversi immischiare delle private querele. Ohe, se i rissanti