Rassegna storica del Risorgimento

ANCONA ; 1832 ; FRANCIA
anno <1929>   pagina <72>
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Giuseppe Leti
una lettera (lM marzo siicice) di J0biìèimf il ijuoftty a saagiQnm*tr gli afferma che: <e patrioPi itàPianè pare prendano piacere a guasta> re la loro causa aft 1? partito lièerale sfora gigaro ppo inutilmente * pojmpromewso i pit> stimauM dei tfifiqìfiùM itaUanii quelU <?7M* hanno avuto parte' mgltyItitM MvenimmiMj mi Imtmo al- mostrato la loro riconoscemà pei servigi ch'io ho rosi jet a quii -Mia1] a Parigi ; u ;we5fWio iì tof.o arrestato per O'piriiofiàJek 7 favorito la partema M.Èdiì gli individui che non hanno vofyMfc <mmerejrischi di rtare qui. don noi n. Ma dimenticò, il gene-, vale, M confidare al Là Fayette he tutti costoro erano, invece, stati latti partire per ordine del governo pontificio e del governo-/rafteg. e incorporati per forma ella legione straniera, sotto-stretta WwyMàniii, e con divieto d'ogni corrispondenza coli'Ita­lia... Aggiunse, invece, non generosamente né sinceramente che il La-Fagette si guardasse da' rifugiati italiani. eJie non mw'itmw punto fiducia} taluni essendo spie e delinquenti
A quell'epoca, del resto, il generale Cubières, a furia dì obbe­dire agli ord/vtvi del suo governo, sempre più reazionaria, aveva fi­nito per diventare> come vedremo or ora, un perfetto arnese M po­lizia. Taut'è véro che, jnentre in passato s*era procurato, pel suo liberalismo, innumerevoli rimproveri dal ministro della guerra, qiu*-sti oramai lo gratificava sempre, per contrario, di elogi e di esor­tazioni a perseverarej mentre in passato il governo e le autorità locali pontiifiomgli mosti-ava no tutta la loro repugnanza, oramai invece può quasi d'irsi elle flirtassero 011 lui...
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S'era cominciato, da Roma, a rappresentare Ancona in mano alla teppa; il 14 marao dovette il generale spiegare al. mìnistrro del­la guerra, che il cardinal Bernetipv o chi per esso esagerava facent do credete attendaci i fatti pie insignificanti ; tutto era calme e tranquillo; c'era stato, sì, un colpo di sciabola, ma inferto da <c una guardia di polizia a un paesano j c'era poi stata una dimo-strazione contro tre guardie di polizia, ma per avere esse ucciso* un altro paesano; i francesi, avevano cercato piuttosto di evitare" noie èlle autorità pontificie perseguite dal generale disprezzo.
Il 1 aprile il comandante si scagiona di nuove accuse del go­verno di Roma : non sussistono i numerosi disordini denunciati ; in. ogni modo, riesce al generale oltremodo difficile di prevenirli e reprimerli, per l'assenza delle autorità civili e pel nessun amto>