Rassegna storica del Risorgimento

PASTROI LUIGI
anno <1915>   pagina <424>
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Il 24 giugno comincia; aneli* pii lui la difficile pfe Arre-stato a mezzanotte fu subito condotto, a Venezia e" olii uso sello carceri di San Severo, tifi-dove alcuni: giorni .dopo tu trasferito alle Muueghebbe. Allora HI vide circuito in ogni modo da: career rieri, interrogato miuaMi Éi, auditori e. funzionari superiori e sentì giungere netle celle presso la sua i compagni, gli amici, fm gli attui Antonio Pasetfei, SIÌÌG Bossi, Pietro Pegolini, ogi Dottesìo.
Il 22 Luglio 1852 venne tradotto a Mantova nel famigerato castello, al n. 13, ove gli furono poeti i jerrii si fieJie;o,ve,.(iéÌ giorno stesso, fece la efnojaeenaà dell'auditore Kraus e; del carce­riere Gasati j che iudaoSko cercarono, Y uno l'altro, di farlo par­lare. Chiuso quella sera stessa nella Mainold >>, Ila tremenda prigione a pianberreS vi languì lungamente, tormentato dalle catene e dagli insetti, e Unì con l'ammalarsi, eome era ammalata: il conte Montanari che languiva nella celila vicina.
Quando dopo un mese di vera lame s'era sperato di aver do­mata quell'anima audace, il Pasijto fu di nuovo condotto dinanzi al Kraus, ma, non lasciandosi tu unico modo adescare* continuo a negare, a lasciarsi credere stupido* aneli e idi fteute a due amici che per debolezza lo avevano accusato eoSfeSSandoi La menzogna gli salvò la vita e mentre Oarlo Montanari, Tito Speri e don Baàv tolomeo Grazioli venivano condotti al patibolo, egli venne con­dannato a dioìótto anni di carcere perchè il codice austriaco non ammetteva che si potesse pronunziare la pena capitale contro gli accusati che, in un modo o nell'altro, non avessero fatta la confessione delle loro OÌpe>,
.Ricondotto in carcere ebbe a compagno Giuseppe Mnzi, poi, trasportato a Theresienstdfc, diventò tornitore e intarsiatore, come prima era stato paziente artefice di versi e sonetti acrostici. .Dopo pochi anni di prigionia, nel 1855, ottenne con altri ventiquattro compagni la grazia e tornò a Treviso, acclamato come un trion-fiitore dai suol concittadini che non lo avevano mai dimenticato.
Non domo dal patimenti e dai dolori sofferti, continuò ad ado­perarsi validamente per il trionfo della causa nazionale, specie quando, dichiarata una terza volta la guerra all'Austria, vide li­lialmente la Venezia liberata, dalla servitù straniera.
Allora, esercitando la sua umanitaria professione, si dedicò tutto