Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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154
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54 jàffeto Sacchetti Bassetti
-copia di queste due opere al sommo Gregorio XVI, al quale mi lega la più profonda stima e frèrctt (2).
Il TUecìy ettAera modèsto sì, ma ion affatto insensibile alla lo-de, rispondendo al Gantù, gli prometteva il dono delle sue opere e intanto gli offrirà quello, ancor più prezioso, della sua amicizia. Di che ringraziandolo, il Cantò aggiungeva parole che assai care dovevano sonare all'orécchio d'una persona devota, quant'altra mai, al papa e al papato : lo mi formai un'idea così augusta del papato e della sua superiorità; sulle podestà terrene, che io spero, a malgrado de' pregiudizi che qui si oppongono a questo principio, di poter coifdurre a tèrmine una storia pontificale, ove paleserò, quanto sarà da me, la somma riverenza che inspirarono sempre i "Vicari di Cristo. Ma sarà lavoro grave, re; abbisognerà molto tempo ; ma certo sarà condotto a fine. L'ultima dichiarazione relativa alle opposizioni della Prussia mi confermò sempre più nell'opinione, che in Gregorio XVI si trovano unite la fortezza di Ildebrando e d'Innocenzo III coli'umiltà del seguace di San Benedetto. Sapesse Ella quanti contrasti accademici ho dovuto sostenere, su questo rapporto, con persone che si ridono di tutto, fino delle cose pini auguste! Pure col mio parlare spero aver fatta qualche conversione, od almeno aver rettificato qualche intelletto. E appunto questo sommo rispetto verso, il Sovrano Pontefice mi fa tener dietro a tutto quanto dicono i giornali di Lui, e mi compendio poi quelle-notizie che Lo risguardano nella Cronaca ch'io pubblico nella Rivista Europea sotto il mio anagramma di Q-io. i. Ant. Zunca (3).
Il Bicci, per soddisfare la pi-ima richiesta', anziché dettare Ha propria biografia, gli mandò quella- che, qualche anno innanzi, a-veva scritta e pubblicata sulla Ricreazione di Bologna il suo amico mons. Carlo Emanuele de' conti Mazzarella. In pari, tempo gli chiese, alla sua volta, notizie della sua vita; e il Cantù, che noni peccava certo d'eccessiva modestia e che forse altro non desiderava per sciorinare dinanzi al nuovo amico tutti i suoi meriti letterari, cosi gli scriveva di sé e dellfe cose sue:
In una terra del Milanese, a Briyio, da buona ma popolana gente nacqui il 5 Xbre 1800, e sebbene i miei genitori abitassero! ordinariamente a Milano, io rimasi in quel borgo presso il mio Avo a mia Ava, Ebbi 13 fratelli dei quali io sono il 5 J;' parte di essil
(2) Ignazio Cantù a.d Angelo Maria Ricd In litoti; Milanoj, 22 ghigno 1889 ("orao .eli Porta Romana 4248). f3; JI: méff. ni med.; 12 luglio 1839.