Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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155
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fiorirono, parte vivono e sono 1111 prete, due negozianti di seta, uno (ed è il maggiore) scrittore di molte opere, intendo Cesare Oantù. La mia fanciullezza fu un seguito di giuochi. Brivio è al labbro di un lago e in quel lago io, o nuotando o cadendo, pericolai tre volte la vita... odiava lo studio come lai morte è mi ricordo ancora il raccapriccio che provava quando il mio avo, chiamandomi dai trastulli, mi apriva dinanzi una sua Bibbia e mi faceva leggere. Io ero la disperazione de' vicini; ero un discolaccio che Iar -sciai andare all'altro mondo il mio avo senza che potesse aver la più piccola speranza sul mio avvenire. Morto lui nel 1821, mi mandarono in Collegio a Sondrio, sotto ai piedi del Tirolo, più di cento miglia lontano da casa mia. Il piangere che feci non è cosai da dirsiI non so come io abbia potuto resistere a tanto dolore! Vi rimasi cinque anni, e ad ingannarmi della lontananza da' miei presi a studiare e in quel lustro presi sempre l'annuale premio scolastico ; e mi distinsi anche nello studio del disegno, che poi abban-* donai e nella lingua tedesca. Proseguii gli studi a Como, ove stu-diai anche Filosofia, Filologia greca e latina, e Algebra e mate, malica e geometria, storia universale e naturale e fisica e proseguii nella letteratura tedesca.
Allora mi ricordo d'aver fatto un po' di rumore con un'Ode per Giuditta Pasta, argomento triviale, ma che fu giudicato con indulgenza da chi mi conosceva giovane di 18 anni (4) ; altre poesie, feci allora per Solennità Keligiose, matrimonii, unzioni di preti ecc. cose tutte di nessun momento. Nel 1831 sostenni nell'Università di Pavia gli esami per essere abilitato professore nelle lingua latina e greca, nella storia universale ed Austriaca, nell'estetica e nella matematica, cioè nelle materie ginnasiali. Licenziato in questo insegnamento, concorsi ed ottenni d'essere professore di rettoria* nel Ginnasio Convitto Gallio di Como. L'anno 1832 io diedi la mano di sposo ad una gentile e amabile ragazza di 17 anni, Margherita Olerici-Parini, che ora forma la beatitudine della mia vita, felice anch'elici dell'amor mio, e mi fece padre invidiabile da. chi conosce la pace, la tranquillità della mia famiglia.
a Trasferito quell'anno stesso professore a Milano, ebbi a penare pei tanti processi politici che all'ora si facevano in questa1 citta, mi fu levata la patente di professore e chiamato ad esami,
(4) I. Cnnttr, citando a memoria, incorre in qualche errore ili dttta nel l'enumera 1OIJÌ de' suoi scritti. Quest'Ode è. del. 1829.