Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <158>
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degli Uomini, e dal primo de* principi, Ella può facilmente pen-sarlo,quando Elia, sia peruasòi iGlie niuno ebbe mai più di m te--, nerazione pel successore di Piero! (22) .
S'iniziò così tra Ignazio Oantù ed Angelo Maria Ricci una re­lazione epistolare, presto divenuta intima, incera amicizia, elle lì portò ad aprirsi il cuore a vicenda. Dopo essersi scambiate le-biografie, si scambiarono i ritratti. Primo fu il Oantù a chiederlo al Ricci per ornarne il suo studio : Ora (gli scriveva) mi volgo a Lei per un favore. Io ho adornata la mia sala e il mio studio di que- gli Italiani viventi di cui ho maggiore slima. Per ricerche che fa- cessi qui non potei trovare nessun ritratto dell'autore della Geor-yica dér' fiori pS); Le sarei quindi obbligatissimo quando volesse Ella indicarmi se ne esiste qnalchednno in litografia od incisione, perchè io possa tosto provvedermelo. Perdoni quest'incomodo al­l'amore che ho di stare cogli uomini sommi, quand'anehfé siano i*n effigie (2i) . E il Ricci gli mandò quello, non troppo rassomi­gliante, che gli aveva fatto in litografìa il pittore Pietro PaoletìÉ da Belluno, suo amico (25). 11 Oantù lo ricambiò con quello so­migliantissimo , che è riprodotto in una vignetta del suo Mar. efaese jimibale Porro ne, illustrato da Roberto Focosi; Nel se­gretario che legge il libro (così gli scriveva) sul 4? fascicolo troverete* il mio ritratto somigliantissimo; fu una sorpresa che mi fece il bravo pittore (26) . Bellissimo fu, invece, il ritratto in litografia che, qualche anno dopo, eseguì al Ricci il pittore Carlo Vogel di Vogelstein e che andò subito ad allietare, col suo dolcissimo sor­riso, lo studio dell'amico Oantù : Ebbi il vostro ritratto e me la tengo <ùi appeso nel mio studio per avermelo tuttff il dì sotto gli occhi. Con quel suo sorriso mi pare che mi incoraggi e benigna­mente mi applaudisci! Mandandomelo mi faceste un regalo che-non ha pari (27) . Qualche mese dopo, inviandogli il proprio, di­segnato dallo scultore milanese Ignazio Villa, d'ambedue i lette­rati amicissimo, il Oantù lo accompagno con queste parole : La somiglianza, a detta di molti, non vi è gran fatto, ma il lavoro è eseguito con tutto il merito dell'arte. La mia faccia è più alla buona.
(22) 1. Canta ad Ang. M. UUoi; 29 aprile 1840.
(28) Poema dal Ricci, edito a Pisa dal Nistri nel 1825.
(24) I. Canta ad Ang. M. Ricci; 29 aprile 1840.
(25) Ang,. g. Bice!: .al figlio mona. Achille MtwOa In Roma ; 7 maggio Ì840.
(26) I. Cantò ad Ang. M. Ricci; S giugno 1843.
(27) Il med. JJ'I mcd.; 1 marzo 1847)