Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <159>
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il mio fare è assai pia dimesso di quel die piacque all'artista. Possa la sua presenza richiamarmi sovente alla vostra memoria, come Voi siete sempre fisso nella mia, e quando vedo la vostra sorridente ef­figie, quanto ardo di conoscerne l'originale! (28) . Per questo, forse,. Panno seguente, il Villa donò ai Ricci un piccolo: busto; del comu­ne amico, pregevole, a detta dello stesso autore, meno per Parise che per la somiglianza (29).
Tra i due letterati vi fu anche scambio di versi in luttuose circostanze. Nel settembre del '39 muore al Cantù una sorella. La sua mi trovò che piangeva sul cadavere d'una mia sorella che martedì p. p. rivolò agli Angioli, de' quali fu così simile in vita, lasciando in nostra famiglia .un desiderio che non morrà cosi presto. Aveva diciott'anni, era avvenènte, cercata a nozze, ma vide appressarsi con rassegnazione il suo tramonto., tutta confidata in quel Dio, a cui sino all'ultim'ora fu santamente legata. Per­doni questo sfogo all'ampiezza del mio dolore! (BO) ;.. 1 il Ricci, a temperarlo in qualche modo, scrive un sonetto che il Canta gradi­sce assai e fa subito stampare: Il sonetto, ond'Ella si com­piacque consolare il mio dolore per la perdita di mia sorella, fu stampato a Modena nel giornale letterario scentifìco del Sr. Pal­mieri (31) . Gli muore Rachelina, una bimba di 16 mesi, e il Rìcci scrive alcuni versi che strappano le lagrime al misero padre: Or vengo a me; m'avete fatto piangere, mandandomi quelle mirabili strofe in morte della mia Rachelina. Mia moglie se l'imparò su­bito, e ne fece copie da dar alle sue amiche, alcune delle quali ebM bero pure a soffrire un egual dolore, senza goderne l'egual con­forto. O di quanta indulgenza m'avete sempre e troppo onorato ed ito come potrò farmene degno? perchè nell'immensa distanza che mi tien discosto dal vostro altìssimo grado non posso far altro che farvi sentire la voce della gratitudine. Permettete che io stampi un bacio su quella mano che sa scrivere cose di tal merito, che sa dar tanto balsamo, sanar tanta ferita. Ve ne ringrazio di cuore,. con affetto più che con parole (32) . Quando poi, in quello stesso ar.no, il Ricci viene a perdere la sua buona sorella, Rosa Carme-,
(28) I. Cantù ad A. M. Ricci : 6 novembre 1847. (29} -Ignazio Villa ad Ang. M. Ricci; Roma, 2 maggio 1848, {30} I. Cantò ad Ang. M. Ricci; 22 settembre 1880. (31) fflmv. Filippo Palmieri, direttati aci Giornale lettGmrto-iìcimHfioo-modenese. * 1. Onntft ad Ang. M. Ricci; 20 aprile 1840, (82) Il med. al meo*.; 14 novembre 1842.