Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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162
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ife Angelo Sacchetti 8asnctiU
vaiio in tèa, oggi vi J ornerò. Ilo veduto a in-he il Sommo Pontefice e già avutane la benedizione. Ella IMHI può forse concepire tutto il valore e he uno clic abita pi ili di 400 miglia discosto da Ilo-* ma, attacca alia benedizione <lel Capo della Chiesa ricevuta, nella capitale del mondo cristiano .
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E il 5 ottobre, sempre da Koma, tornava a scrivergli :
Domani parto pei' Napoli flore mi tratterrò per dieci o dodici giorni. .Mi farò pregio dì riverire a suo nome i Marchesi Gar-gallo (40) e Yillarosa (11). Ho ricevuto dal Monsignor (sic) Morosi tante cortesie quante non avrei mai aspettato. Di Koma sono incantato: qui in presenza a venticinque secoli di storia, in l'accia al piò grande <lei tempii, ai più insigni monumenti dell'arte, fra. tanta brava genté< io prov/o delle dolcezze, quali non ebbi provate più mai.
u Ieri ebbi tutto l'agio di vedere il Sommo pontefice a pochi passi da m in occasione ch'Egli celebrava il sagrificio della Messa nella, nuova chiesa di San Paolo. A pochi viaggiatori tocca la sorte di sentire la messa' del pontefice. Ella mi domanda per quale via vado e torno da Napoli, Le dirò dunque che vado per Ter* raeina, e probabilmente tornerò per Oeprano ; del resto Ella non si disturbi per raccomandazione, giacché ho colà, già un mucchio-di amicizie, e difficilmente potrò visitare tutti quelli con cui sono-in corrispondenza .
A Napoli ebbe festose accoglienze dagli amici, specialmente dalla famiglia GargaJlo che conosceva da un pezzo, e potè, a sur* agio, godere tutte le bellezze, di che è ricca quella citta: Mar-tedi notte venendo mercoledì partirò da Napoli, e sarò a Bonia giovedì a sera, donde un paio di giorni dopo riprenderò il camini-* no per la via delle Marche, onde visitare Loreto, Ancona e Ferrara, e di là rivedrò la mia desideratissima città che mi pare mille anni di vederla. Ho già preso i concerti per veder Monte Cassino nel ritorno per Ceprano, Mi sarà carissimo se potrò abbracciare il suo degnissimo Achille. A Napoli non v'e più cosa che mi riman ga H< vedere comprese anche le delizie reali. Dei contorni visitai quasi tutto. Ohe meraviglie! (43) . Così scriveva; ma poi, muta-
(40) Torniamo Gargallo, notò traduttore d'Orazio. {tj: Carlo Antonio de Rosa, marchese di VUlnrosa, letterato napoletano e omlcl/wirao, come l! (largai lo, del Ricci.
142) r. f-'anlfi ad A. M, Riccij Napoli 19 ottobre 1840.