Rassegna storica del Risorgimento

CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno <1929>   pagina <163>
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to pensiero, prosegui per 14 èMliàjp. erfy J)er un momento, i! Ricci d*ineontrare il Cantù a Roma- in occasione del Congresso Scientìfico, tenuto a Napoli nell'ottobre del 1845; ma l'amico, tutto occupato ne' suoi lavori letterari, non vi: .Si l'eco : Mi chie­dete se andrò a Napoli pel Congrèsso? non ho ancora deciso, tan-*o psìii che il Panteon (44)... mi (iene assedi atissùuo. Nel caso che mi risolva pel :ì, abuserò delle esibizioni che mi fate per là. Intanto mi prevalgo già. della bontà vostra. Pubblicai un grosso volume intitolato ZtàtUa :Beèntifìea,0f!j, che è appunto una storia dei congressi, sul quale la. Revue de Paris ha detto fin troppo in­dulgentemente, e unitolo ad altre mie opere vorrei farne omaggio, al Re di Napoli, e al Ministro Sant'Angelo. Ma le mie poche rela~ suoni colà- non init Énno il mezzo di farle pervenire fino al tuona. Sicché aggiungerei alle molte obbligazioni, che già debbo a voi, un'altra, se vi compiaceste voi spianarmi l'ostacolo.-perdonate questa libertà (46). B alla vigilia del Congresso : ! Vi ho già detto che a Napoli; non andiamo me Cesare per la sua fftortotò-, tersale, né io pel Panteon (47).
Non solo collo iscriverne la biografia, ma anche in vari altri modi Ignazio Cantu venne a farsi banditore, a Milano, della fama letteraria, del Ricci. Egli affermava (e noi possiamo, credergli) che, come da scolaro imparava a memoria poesie ricciane, così da prò-* fessore le faceva imparare a' suoi scolari : No, signor Cavaliere, è un'ammirazione già stabilita da qualche anno ; cioè fin da quan­d'ero studentello di retorica che mi posi a memoria lunghissimi brani della sua Georgica de' fiori, e che ora, fatto da scolaro mae­stro, fo apprendere a5 miei alunni. Cosi potesse vantare molte l'I­talia di tali opere! (48). E in altra lettera: La mia scuola suo­na spesso de' suoi versi; ieri un mio scolaro di rettorica mi recitò la maggior parte dell'Elegia in morte deli'All'ani (49), così bene, che cavò agli altri le lagrime ; il San Benedetto (50) lo lessero tutti i miei scolari ; e chi uno chi un altro passo ne imparò ; la Georgiea
). Michele (Mesti ad A. M. Ricci; Messina, 20 dicembre 1840. .jtmteon Pittoresco (Milano, Borronl e Scotti, 184-1).
(45) L'I latin. HGinntitlca contemporanea (Milano, Stella, 1844)
(46) I. Canta ad A. M. Ricci; 30 marzo 1845.
fé7> Il med, al med.; senza data ma fleiraiituima 345. (48) Il med. al med.; 12 luglio 1880.
(40) Una delle elegie In morte di Donna Imbella Alfiuiì Bfooi (Pisa, N tetri, ISSO), moglie del poeta.
(SO) Poema epico del Ricci, stampato a Pisa dal NJstrt nel 1824.