Rassegna storica del Risorgimento
CANT? CESARE ; CANT? IGNAZIO
anno
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1929
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pagina
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168
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Angelo Sa<hj Bassetti
cli quanto fàcesfc(fe4alc da'ìaètfomaudarvi per sempre alla nostr* riconoscenza (64).
Ma, mentre così se.itoJ; gli amisi /flì llQBM-i *o il Wtò 'fe' sieme col cav. Moron: <; mì ittav. Invaniti Bfe Angelis, direttore dell'Afbunij gli avevano, fórse, già fatto ottenere il nastro e la croce di j> Silvestro : Figuratevi (esclama il nuovo cavaliere) con. quanta riconoscenza debba scrivirvi io ora che tengo nelle mani i nastro eia Croce di san Silvestro, che debbo a ìi'e a quel calassimo De Angelis e colla quale voi ini avete messo in un'eterna gratitudine, n Breve pontificio, steso in termini lusinghieri troppo al mio poco merito, e l'accompagnatoria del Cardinale Em. Lam-brusehini, sono una prova del quadro troppo superiore al mio me-? rito clie faceste dime, e senza del quale iS non avrei mai portato-in mia vita un fregio, che più di qualunque altro mi onora . K. tornando a ringraziarlo ancora una volta, . io avrei creduto (soggiungeva) che ci sareste riuscito per mio fratello, ma pei* me no certo ; invece la cosa andò all'opposto, e di mio fratèllo non fu fatta alcuna menzione. Egli però è già decorato di due ordini, ed ora è in Inghilterra, il è so quando rivedrà l'Italia (65). Se grande fu la gioia d'Ignazio, non fu minore quella della moglie di lui : Mia moglie, fatta consapevole di tutto quanto operaste a mio ri -guardo, non sa comprimere la gratitudine, e mi continua a parlare di voi (66), Come mostrare al Ricci, in modo visibile, la sua gratitudine? Dedicandogli, come fecèy- col cio consenso, Morale e-Religione, racconti di un cifrato di villaggio, raccolti ed esposti per letture giovanili (Milano, Tamburini e Val doni, 1843). Anche al card. Lambrusehini avrebbe voluto mostrare la sua riconoscenza, dedicandogli il primo volume del suo Panteon Pittoresco, ma illustre porporato, per certi suoi riguardi , non accettò là dedica (67).
Sulla fine del 1845 Ignazio Canta diede al Ricci la bella notizia d'essere stato chiamato ad insegnare letteratura italiana ai* figli del Viceré : A questi dì mi è toccato inaspettatamente un onore di cui sono e sarò sempre immeritevole fui assunto ad insegnare letteratura italiana ai Serenissimi Arciduchi figli del Htiy*
(64) J. ftaito ad8 Ricci; 7 maggio 1S4
(65) Il med. al mecl.; 10 maggio 1848. r66) Il nìed. .il med.; 8 giugno 1848. (67) TI raed, al med.; 26 giugno 1846.